Ato e Messinambiente. Lavoratori senza stipendio, si rischia una nuova emergenza rifiuti

Ato e Messinambiente. Lavoratori senza stipendio, si rischia una nuova emergenza rifiuti

Ato e Messinambiente. Lavoratori senza stipendio, si rischia una nuova emergenza rifiuti

giovedì 10 Aprile 2008 - 09:12

La Cgil invita Sinatra a garantire gli impegni assunti lo scorso 18 gennaio

Passano i mesi, si susseguono le promesse, ma sembra che, al momento opportuno, nulla riesca a cambiare.

Si può riassumer così la vicenda che vede in prima linea i lavoratori di Ato e Messinambiente da una parte, ed i cittadini che probabilmente saranno costretti a confrontarsi con una nuova emergenza rifiuti, dall’altra.

A lanciare l’allarme è la Cgil che, tramite il segretario della Funzione pubblica di Messina, Lillo Oceano, e il responsabile di settore Nino Triglia spiega come “ancora una volta, ed è la quinta in sei mesi, Messinambiente non può pagare gli stipendi mentre i lavoratori dell’Ato sono già in ritardo con le loro spettanze. Il Commissario continua a non rispettare gli impegni assunti con le organizzazioni sindacali, con i lavoratori e, soprattutto, con i cittadini e sta portando la città a una nuova emergenza rifiuti-.

Domani mattina alle ore 11, Cgil Cisl e Uil porteranno una delegazione di lavoratori dell’Ato e di Messinambiente al Comune a chiedere al commissario il pagamento degli stipendi e il rispetto del protocollo siglato il 18 gennaio scorso in base al quale Sinatra si impegnava a garantire la regolarità dei pagamenti.

La Cgil intanto sottolinea le difficoltà gestionali delle due aziende, Ato Messina e Messinambiente, che non avendo risorse certe non possono programmare le proprie attività e garantire i servizi ai cittadini. -Una situazione inverosimile. Ogni mese, con puntuale regolarità, lavoratori senza stipendio e società senza risorse che non possono quindi pagare fornitori, fare manutenzione dei mezzi, assicurare l’ordinaria attività né programmarla. E di mese in mese la situazione peggiora grazie anche ai balletti di nomine e revoche ai vertici delle società. Sinatra – secondo Oceano e Triglia-, invece di preoccuparsi tanto di chi mettere o togliere dai CdA delle partecipate dovrebbe occuparsi di più della città, di come fare a garantire i servizi essenziali e il pagamento degli stipendi dei lavoratori-.

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