Il comandante Nicolò Falsaperna ha parlato stamattina della missione in Kosovo, appena conclusa, e delle celebrazioni per i 318 anni della Brigata
«Ci siamo divertiti. Del resto questo è il risultato quando si opera in un clima di collaborazione e di apprezzamento da parte della popolazione.» Così il generale Nicolò Falsaperna, XVII comandante del contingente NATO in Kosovo dal 1999, ha sintetizzato il lavoro svolto dalla brigata -Aosta- nella neorepubblica balcanica. La Brigata, sostituita il 30 aprile dalla -Pinerolo-, è arrivata in Kosovo il 20 ottobre scorso, proprio a ridosso delle elezioni che hanno dato vita al processo che è sfociato il 17 febbraio scorso nella dichiarazione di indipendenza dalla Serbia.
«Il Kosovo è per il 94% popolato da albanesi, e per il resto da serbi e altri gruppi – ha spiegato il comandante -. I problemi maggiori per la popolazione attualmente derivano dai traffici illeciti, che nascono a causa della povertà economica di gran parte della gente. Su questo fronte il ruolo dell’esercito internazionale è solo di supporto alla polizia locale,che c’è e ha il controllo della situazione. Un altro fattore di rischio sono le frizioni interetniche, soprattutto nelle enclave serbe, due delle quali, anche se piccole e abbastanza pacifiche, ricadono nella zona presidiata dal contingente italiano.»
Falsaperna non si è sbilanciato sulle previsioni di termine della missione militare nel paese balcanico, ma ha sottolineato la diminuzione progressiva del numero di soldati impegnati in loco (da 40000 a 16000), a fronte della crescita dell’impegno politico dell’Unione europea, che ha varato la missione EUREX, con compiti di giustizia e polizia. Oltre, ovviamente, alla sempre crescente autorità che il governo eletto democraticamente sta acquisendo nel controllo e nella programmazione del futuro della regione.
«I nostri soldati hanno cercato continuamente il contatto con la popolazione – ha continuato il comandante -, realizzando diverse attività, tra cui un concorso di grafica rivolto agli studenti delle scuole (nella foto la premiazione), e avviando un convitto universitario, un asilo interetnico e altri progetti. Il nostro lavoro è stato apprezzato non solo dalla maggioranza albanese.» Il portavoce della Brigata -Aosta-, il maggiore Angelo Vespro, ha infine aggiunto che i messinesi impegnati nella missione appena conclusa sono stati circa 150.
In occasione dell’anniversario della Brigata -Aosta-, il 15 alle 10,00 a Piazza Duomo si terrà una celebrazione pubblica, mentre il 16 il palazzo che ospita il contingente, tra Via del Vespro, Via S. Elia, Via S. Maria Alemanna e Viale S. Martino, sarà intitolato proprio a S. Elia. In quest’occasione sarà possibile ottenere un annullo filatelico speciale. Infine, dal 15 al 18, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca sarà ospitata una mostra fotografica sulla Brigata.
