Otto sirene installate nei centri abitati colpiti dal nubifragio. Ecco i consigli utili da mettere in pratica in caso di emergenza
«La gente deve essere edotta su quanto stiamo facendo per garantire la sicurezza in qualunque condizione». Con questo principio il sindaco Giuseppe Buzzanca ha presentato stamani lo schema di Piano per l’allertamento e l’informazione della popolazione, un modello di comportamento per gli abitanti delle aree interessate dall’alluvione del 1 ottobre che integra, anche se sarebbe il caso di dire che supera, il piano comunale di protezione civile. A redigerlo il dipartimento regionale di Protezione civile, presente oggi al fianco di Buzzanca con l’arch. Paolo Blandino ed il comandante Ignazio Bacile.
Il sistema è rivolto alla popolazione residente nelle zone verdi dei centri colpiti dal nubifragio, le aree, cioè, che “non sono state interessate da dissesti e per le quali non sussistono evidenti condizioni di pericolo geomorfologico o idraulico”. In cosa consiste. In “primis” è stato installato un sistema di allarme sonoro, realizzato mediante la collocazione di sirene elettroniche di ultima generazione già sperimentate con successo in altri localizzazioni europee. Sono attivabili attraverso comandi impartiti tramite un sistema Gsm che consentirà di azionarli con un telefonino, con messaggi di allarme reimpostati a trasmissione via Sms. Sono otto le sirene collocate a Giampilieri superiore, Altolia, Molino, Scaletta, Itala, Pezzolo, Briga superiore e Ponte Schiavo. Il suono intermittente segnalerà l’inizio della fase di preallarme, quello bitonale la fase di allarme mentre il suono continuo darà contezza del cessato allarme.
Il tutto sarà completato da apposita cartellonistica informativa con i comportamenti da mettere in atto. Come in ogni caso di zona a rischio idrogeologico, la prima cosa da fare è non precipitarsi fuori dall’edificio in cui ci si trova, ma recarsi piuttosto nel piano più elevato dello stesso. Bisognerà ripararsi sotto un tavolo, sotto l’architrave o vicino ai muri portanti, e al tempo stesso allontanarsi da finestre, porte con vetri e armadi e non utilizzare ascensori. Se si è all’aperto bisognerà allontanarsi da corsi d’acqua, non percorrere una strada dov’è appena caduta una frana e non avventurarsi nel corpo di una frana stessa. E’ sconsigliato, ovviamente, entrare nelle abitazioni coinvolte prima di un’accurata valutazione da parte degli esperti mentre è opportuno abbandonare immediatamente l’auto in zona sicura e cercare riparo presso l’edificio più vicino.
Il Piano è stato approvato domenica scorsa dal sindaco Buzzanca nelle vesti di soggetto attuatore è di fatto è già attivo. Ma per renderlo effettivamente operativo, come spiegato da Blandino e Basile, sarà necessaria una esercitazione allo scopo di coinvolgere attivamente la gente che già è rientrata a Giampilieri. Esercitazione che, è stato concordato con Buzzanca, si dovrebbe svolgere questo sabato.
