In attesa di un incontro ufficiale tra le parti richiesto anche dal prefetto Alecci, i rappresentanti sindacali non accompagneranno a Palermo il primo cittadino, impegnato in un confronto con l’assessore al ramo Gentile per cercare di mettere una pezza, l’ennesima, alla disperata situazione finanziaria dell’Atm
Buzzanca viaggerà “solo” alla volta di Palermo per discutere con l’assessore al ramo Gentile della complessa situazione gestionale e finanziaria dell’azienda di trasporto pubblico di Messina. Le sigle sindacali, dopo il confronto avuto con il primo cittadino in occasione della giornata di protesta organizzata la scorsa settimana di fronte Palazzo Zanca, hanno “rifiutato” la proposta dello stesso sindaco di prendere parte con lui all’incontro che si terrà presso la sede del governo regionale. Un incontro previsto già da qualche tempo nell’agenda fitta di appuntamenti del sindaco, un “summit” che arriva al momento giusto considerata la complessa empasse aziendale, ma che tuttavia non soddisfa i rappresentanti sindacali, i quali si dicono disposti ad una “trasferta” solo nel caso di un incontro ufficiale che permetta il confronto fra le parti, grazie anche alla mediazione del prefetto Francesco Alecci. Ed è proprio il rappresentante del governo che, così come specificato in una nota inviata venerdì al sindaco e al presidente della Regione Lombardo, ha avanzato richiesta ufficiale di convocazione di un tavolo in cui affrontare in modo aperto tutte le problematiche inerenti il futuro dell’Atm.
Un futuro che, stando almeno ai numeri, quelli con cui purtroppo è necessario fare i conti, sembra destinato a non esistere. Spazio dunque alle cifre, partendo proprio dalla somma -finale- di 9 milioni 542 mila euro che quest’anno dovrebbero mancare nelle casse dell’azienda messinese. Ecco il perché: la regione, in virtù dei “premi” per il chilometraggio percorso, ha stanziato in passato per l’Atm 11.700.00 milioni, cifra che però si riduce a 7.146.000 a causa proprio della riduzione dei chilometri effettuati dai mezzi Atm. A ciò si aggiunge il rimborso che il governo siciliano chiede all’azienda a seguito dello “scandalo” degli avvisi di garanzia notificati a 23 dirigenti per i presenuti illeciti commessi tra il 2003 e il 2009 (vedi articolo correlato), per un totale di 5 milioni e 240 mila euro da corrispondere in due tranche, da 2 milioni 260 mila euro ciascuna. Considerando dunque quest’ultimo importo, da sottrarre ai 7 milioni di euro di cui sopra, la regione corrisponderà in totale per quest’anno all’Atm “solo” 4.526.000 milioni di euro.
E veniamo poi all’altra faccia della medaglia, quella cioè recante il “volto” di Palazzo Zanca. Come recita un famoso detto, infatti, i nodi vengono sempre al pettine, e il nodo in questione è più che mai aggrovigliato, perché si riferisce all’anticipo (anche questo intorno ai 7 mln) che il governo regionale ha concesso al Comune per mettere fine alle due settimane di sciopero selvaggio (era il dicembre 2008) inscenato dai dipendenti dell’Atm sempre a causa del mancato pagamento degli stipendi. Un prestito a cui sarà possibile far fronte riducendo la somma che l’amministrazione dovrebbe corrispondere all’azienda di trasporto, destinata così a scendere da 12.500.000 a 10.150.000 milioni, perché il prestito verrà rateizzato con “step” del valore di 2.150.000 cadauno. Tirando le somme, dunque, ecco ritornare a quell’ammanco di quasi 10 milioni (per la precisione 9.542.000) che quest’anno graverà sulle casse dell’Atm, una differenza ottenuta sottraendo alla somma su cui il trasporto pubblico cittadino avrebbe potuto contare in condzioni -normali-, ovvero 24.200.000 (11.700.00 della regione, più i 12.500.00 del comune), ciò che invece effettivamente otterrà, 14.676.000 milioni (4.526.0000 dalla regione più 10.150.000 dal comune).
Un’operazione matematica che ad una prima lettura può forse apparire complessa, ma di cui tuttavia è necessario rendersi conto per avere effettiva contezza della complessa situazione economico-finanziaria del settore del pubblico trasporto cittadino. Questo d’altra parte è fa da sfondo alla trasferta, l’ennesima, che Buzzanca effettuerà a Palermo: l’obiettivo che il primo cittadino cercherà di raggiungere, infatti, riguarda proprio il tentativo di ottenere lo sblocco dei 10 milioni di euro (pari più o meno all’ammanco a cui l’azienda andrebbe altrimenti incontro) che la regione deve a Messina per il chilometraggio del tram dal 2003 ad oggi. Una somma di cui però non c’è traccia nel piano finanziario regionale approvato lo scorso 1 maggio e che tuttavia, pur essendo recuperata, non potrà certo essere sufficiente a risollevare le sorti di un’azienda sempre più fuori binario.
correlato in basso l’articolo sugli avvisi di garanzia ai dirigenti Atm
