Nominato da Barack Obama il giorno dell'Epifania
Parla il dialetto di Siderno, centro della Locride sulla costa ionica reggina in cui e’ nato suo padre, e sogna di visitare la terra delle proprie origini: è Leon Panetta, il nuovo capo dello spionaggio statunitense.
Suo padre, Carmelo Panetta, era il tredicesimo della sua famiglia a lasciare l’Italia per inseguire l’American Dream: emigro’ in America da Siderno, insieme al fratello, il nonno di Domenico, e ando’ prima a Sheridan in Wyoming dove una piccola comunita’ italiana lavorava nelle miniere di rame, poi si stabili’ in California con la moglie Carmelina, dove apri’ un ristorante nella zona di Monterey.
La nomina ha scaturito un mare di critiche ma dopo le scuse di Obama che ha fatto ammenda con senatori per mancata consultazione sul nome, le polemiche sono rientrate.
Adesso i parenti di Leon sognano che possa tornare a visitare la Calabria.
La sua prestigiosa vita politica oltreoceano (è anche un valentissimo avvocato) l’ha reso già capo di gabinetto nella legislatura di Bill Clinton nella seconda metà degli anni ’90.
“Studiava sempre. Era qui a Siderno in vacanza, tutti noi ragazzi andavamo al mare oppure a giocare ed a divertirci, lui invece rimaneva a casa a studiare, a leggere, e non cedeva a nessuna tentazione-.
Così lo ricorda il cugino Domenico Panetta, gia’ sindaco di Siderno per due legislature negli anni ’90.
Evidentemente quello studio e quelle letture sono servite a qualcosa.
Panetta testimonia oggi l’orgoglio del sud Italia, della Calabria e della Sicilia che valgono nella classe dirigente del Paese più potente e importante del mondo.
In bocca al lupo
