Carabinieri. Operazione antimafia nelle province di Messina, Catania e Ancona. Quindici le persone arrestate

Carabinieri. Operazione antimafia nelle province di Messina, Catania e Ancona. Quindici le persone arrestate

Carabinieri. Operazione antimafia nelle province di Messina, Catania e Ancona. Quindici le persone arrestate

giovedì 10 Aprile 2008 - 06:54

Al centro dell'indagine le infiltrazioni della famiglia mafiosa barcellonese dei Mazzarroti negli appalti per la metanizzazione dei Nebrodi, il raddoppio ferroviario della tratta Messina-Palermo e lo smaltimento dei rifiuti alla discarica di Mazzarra

Quindici le persone arrestate all’alba di oggi nell’ambito dell’operazione -Vivaio- condotta dai Carabinieri nelle province di Messina, Catania e Ancona. Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione illegale di armi da fuoco.

Le indagini condotte dal R.o.s. hanno documentato le infiltrazioni di un gruppo criminale affiliato alla famiglia mafiosa del Mazzarroti di Barcellona negli appalti pubblici del messinese, tra i quali i lavori per la metanizzazione dei Nebrodi ed il raddoppio ferroviario della tratta Messina-Palermo.

Tra gli interessi illeciti del sodalizio anche l’indotto relativo alla gestione delle due discariche più importanti dell’area, che smaltiscono i rifiuti solidi urbani e speciali dell’intera provincia.

Documentati dagli investigatori rapporti tra la famiglia barcellonese dei Mazzarroti e il sodalizio criminale dei Santapaola di Catania.

Le indagini avviate dalla Procura hanno fatto luce su una serie di danneggiamenti ad imprese di movimento terra, di estorsione ai danni di imprenditori edili della provincia tirrenica, svelando l’ascesa della famiglia barcellonese dei Mazzarroti capeggiata da Tindaro Calabrese, 34 anni, e Trifirò Carmelo, 35 anni, che gradualmente sono riusciti a spodestare le attività illecite gestite da Carmelo Bisognano, 43 anni, arrestato nel 2003 nell’ambito dell’operazione -Icaro-.

Come sottolineato dal procuratore Capo Luigi Croce e dai sostituti procuratori Ezio Arcadi e Giuseppe Verzera, i 15 arresti di oggi, 14 in carcere e 1 ai domiciliari, testimoniano il rinnovato interesse della famiglia dei Mazzarroti nell’infiltrazione degli appalti pubblici, attraverso l’imposizione di ditte controllate dal gruppo criminale nei subappalti e nelle forniture di materiali, ma anche negli atti intimidatori nei confronti di aziende concorrenti, attraverso il danneggiamento di macchine operatrici.

Come accadde nel 2005 ai danni di 7 betoniere della società “Mediterranea Costruzioni srl-, impegnata nella realizzazione dei lavori di ripristino della galleria di Valdina sulla tratta ferroviaria ed autostradale Messina Palermo.

Documentata la sostituzione dell’impresa controllata da Bisognano con altre gestite dai Mazzarroti e collegate al clan mafioso dei Santapaola di Catania.

Trenta le persone indagate tra cui amministratori della provincia tirrenica, coinvolti in quanto titolari di imprese che gestivano il movimento terra nella discarica di rifiuti di Mazzarrà Sant’Andrea e Tripi. Ditte collegate storicamente a Bisognano, estromesse a favore di società controllate da Tindaro Calabrese. In questa fase di transizione, come ricostruito dagli investigatori, si inserisce l’omicidio dell’impreditore Antonino Rottino il 22 agosto 2007. La famiglia dei Mazzarrotti gestiva il monopolio dello smaltimento dei rifiuti speciali derivanti dalla lavorazione degli agrumi riversandoli in aree demaniali o commercializzandoli come fertilizzante.

In mattinata sono state eseguite dai carabinieri del Ros 27 perquisizioni domiciliari a casa dei 30 indagati, che hanno permesso di recuperare notevole documentazione cartacee e sequestrare vari personal computer che saranno oggetto di ulteriori indagini.

Gli arrestati: Carmelo Bisognano, 42 anni di Mazzarrà Sant’Andrea; Santi Bonanno, 42 anni imprenditore di Furnari; Tindaro Calabrese, 34 anni di Novara di Sicilia; Agostino Campisi 46 anni di Patti; Alfio Giuseppe Castro, imprenditore 54 anni di Acireale; Zamir Dajcaj, albanese di 37 anni; Enrico Fumia, 42 anni di Mazzarrà Sant’Andrea; Enzo Marti, 47 anni di Osimo, in provincia di Ancona; Roberto Martorana, 37 anni di Mazzarrà Sant’Andrea; Aldo Nicola Munafò, 38 anni di Tripi; Vincenzo Munafò, 39 anni di Falcone; Michele Rotella, imprenditore 67 anni di Barcellona; Stefano Rottino, 36 anni di Mazzarrà Sant’Andrea; Nunziato Siracusa, 38 anni di Terme Vigliatore, Carmelo Salvatore Trifirò, imprenditore di 36 anni di Barcellona.

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