Ad affermarlo l’associazione radicali “Leonardo Sciascia” che ha inviato un esposto per chiedere di accertare eventuali omissioni di responsabilità in ordine al continuo passaggio di mezzi contenenti materiali pericolosi per il centro città
L’allarme scatenati a seguito della vicenda di Viareggio, il bilancio si attesta sui 22 morti, tra cui due bambini, e diversi feriti in condizioni gravissime, ha generato nelle ultime giornate profonda preoccupazione tra gli “abitanti” dello Stretto, sia tra le file della cittadinanza che tra le istituzioni. Dopo le perplessità espresse dal senatore Gianpiero D’Alia, in un’interrogazione parlamentare, i dubbi dell’organizzazione sindacale della Cisl, l’ultimo appello in ordine di tempo è dell’Associazione Radicali Messina “Leonardo Sciascia”.
«Un fatto come quello di Viareggio – sottolineano i responsabili Palmira Mancuso e Saro Visicaro – dovrebbero ricordarci che Mesina è a rischio proprio a causa del transito dei carri cisterna. Sindaci e responsabili della sicurezza devono infatti ben tenere a mente che le navi traghetto private trasportano “carri esplosivi”». Una vera e propria trappola quella in cui, a detta dei Radicali, corrono il pericolo di rimanere bloccati i cittadini e quanti ogni giorni attraversano lo Stretto. Un pericolo che ovviamente non si circoscrivere alla singola nave traghetto, ma che riguarda soprattutto il successivo transito di tali mezzi nelle strade della città dal viale Boccetta, al viale Europa, dal cavalcavia a tutta la zona sud di Messina.
Ecco perché l’associazione “Leonardo Sciascia” ha deciso di inviare al comandante del Porto, al presidente dell’autorità portuale e al prefetto, un esposto, che sarà consegnato anche al Procuratore Lo Forte, «per chiedere di aprire un’indagine sulle anomalie e illegalità palesi presenti nelle attività delle concessioni degli approdi e del traghettamento pubblico e privato. Ha inoltre richiesto una interrogazione parlamentare ai radicali eletti nelle liste del Partito Democratico».
