Messina. Cantieri navali dello Stretto annunciano 13 licenziamenti, Fiom Cgil pronta alla mobilitazione

Messina. Cantieri navali dello Stretto annunciano 13 licenziamenti, Fiom Cgil pronta alla mobilitazione

Redazione

Messina. Cantieri navali dello Stretto annunciano 13 licenziamenti, Fiom Cgil pronta alla mobilitazione

venerdì 17 Aprile 2026 - 09:15

Per il sindacato si tratta di una decisione "inaccettabile da parte di un gruppo che ha un enorme debito con la città di Messina"

MESSINA – I cantieri navali dello Stretto (Gruppo Caronte & Tourist) hanno annunciato il licenziamento di 13 operai metalmeccanici. Contro il provvedimento insorge la Fiom che ha convocato per oggi alle 13 un’assemblea di tutti i lavoratori impegnati nel cantiere navale, incluso l’indotto, per decidere le iniziative di mobilitazione da avviare.

“Se il gruppo Caronte non cambia linea aziendale – dicono i segretari di Fiom Sicilia e Fiom Messina Francesco Foti e Daniele David, il segretario della Camera del lavoro messinese, Pietro Patti e il coordinatore della cantieristica navale Serafino Biondo – la mobilitazione è inevitabile. Il licenziamento collettivo – sottolineano – è inaccettabile perchè esplicitamente finalizzato esclusivamente al risparmio sul costo del lavoro e non supportato da effettive esigenze tecnico-organizzative o produttive”. La Fiom contesta la “genericità delle motivazioni addotte”, non individuando nesso causale tra la riduzione dei costi e i posti soppressi nel momento in cui, come denunciato dalla Fiom nei mesi scorsi, nel cantiere le pratiche di appalto intervengono nell’80% del processo produttivo”.

Gli esponenti di Fiom e Cgil rilevano “il debito enorme che il gruppo ha con la città”, alla quale chiedono di “schierarsi dalla parte degli operai contro un evidente abuso datoriale che aggrava la già insostenibile condizione occupazionale ed economica della città”.

“E’ bene ricordarlo – sostengono Foti, David, Patti e Biondo – questi licenziamenti avvengono in un gruppo privato che, nei fatti, ha il quasi totale monopolio delle attività di traghettamento, che beneficia di risorse pubbliche in una città che gli garantisce enormi profitti pagandone il prezzo in termini di sicurezza delle persone, di congestionamento del traffico urbano e di inquinamento ambientale, con la quale hanno dunque un debito considerevole”.

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