Processo anche per gli imprenditori che avevano negato di pagare il pizzo
Comincerà il prossimo 29 maggio il processo di primo grado per i commercianti accusati di favoreggiamento nelle inchieste Case Basse 2, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia sugli affari del clan Barbera-D’Arrigo-Santovito. A giudizio anche i collaboratori di giustizia Francesco D’Arrigo e Salvatore Centorrino e Giusy Puleo, moglie del boss Gaetano Barbera.
Il Gup Maria Teresa Arena li ha rinviati a giudizio con Fortunato Barrile, Michele Celesti, Francesco D’Angelo, Rosario Di Stefano, Michele Galletta, Antonino Giordano, Carmelo Nostro, Carmela Pelleriti, Giuseppe Ruocco, Andrea Valentini.
Ha chiesto invece di essere processato col rito abbreviato, fissato al prossimo 7 aprile, Letterio Rocco. Per tutti gli altri invece il processo comincerà a fine maggio davanti ai giudici della Prima sezione penale collegiale, quando partirà anche il troncone principale per le altre persone coinvolte, rinviate a giudizio precedentemente.
Compariranno quindi davanti al giudice anche gli imprenditori che avevano deciso di tenere la bocca chiusa, negando ai carabinieri di sapere chi stava dietro al racket loro imposto.
L’operazione Case basse, coordinata dai pm della Dda Vincenzo Barbaro ed Emanuele Crescenti, era scattata nel luglio 2008 con 27 arresti tra gli uomini del clan operante tra Santa Lucia sopra Contesse e Giostra che faceva capo ai tre boss in carcere. Anche da dietro le sbarre del carcere di Gazzi i capi diramavano gli ordini per gestire il pizzo imposto a imprenditori edili, commercianti ed al servizio di ristorazione dello stadio San Filippo.
