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Si è avverato un sogno cullato per lunghi decenni dalle popolazioni della Sicilia orientale: Catania e Siracusa oggi sono, di fatto, un’unica grande città metropolitana grazie all’autostrada dei record.
La nuova Catania-Siracusa è l’autostrada tecnologicamente più moderna in Europa, costruita con soluzioni hi tech ed ecocompatibili, sistemi di controllo, qualità dell’asfalto e apparati di protezione e di sicurezza all’avanguardia nel pieno rispetto dell’ambiente.
L’opera si colloca come prosecuzione verso sud della Messina-Catania, costituendo una importante diramazione del corridoio 1 Berlino-Palermo che, con la realizzazione del Ponte sullo Stretto, collegherà in maniera stabile e veloce la Sicilia all’Italia e al continente Europeo proiettandola al centro dei traffici del Mediterraneo.
Era in programma per lunedì 21 dicembre la cerimonia di inaugurazione con la presentzione delle innovazioni tecniche e ambientali del nuovo tratto dell’autostrada, ma l’evento è stato rinviato a data da destinarsi a causa dell’obbligata indisponibilità del Presidente Berlusconi.
La nuova autostrada è stata costruita in tempi record, con un investimento complessivo di 723 milioni di euro (finanziati in parte dalla Commissione Europea).
Alla realizzazione dell’opera hanno lavorato mediamente 1.200 persone, tra operai e impiegati, con punte di 1.800.
I lavori sono stati consegnati nel febbraio 2005. L’apertura dei primi 11 km di autostrada (tra la tangenziale di Catania in località Passo Martino e lo svincolo di Lentini sulla strada statale 194 -Ragusana-) è stata anticipata al 28 luglio 2009, mentre esattamente una settimana fa, giovedì scorso, il 10 dicembre sono stati aperti i restanti 14 chilometri, fino allo svincolo di Villasmundo.
Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione tra l’Anas e il Contraente Generale che, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, hanno individuato le soluzioni più adatte per rispettare il territorio e per superare, in tempi stretti, i problemi legati al sito inquinato dell’area industriale di Priolo.
La complessità del tracciato che si sviluppa nella piana di Catania ha messo i tecnici di fronte a problemi di natura idrogeologica e idraulica, resi ancor più complessi a causa della estrema variabilità delle caratteristiche geomeccaniche dei terreni interessati dalle gallerie e dalle fondazioni dei viadotti e dei rilevati. Tutto ciò ha richiesto l’adozione di soluzioni progettuali avanzate e l’utilizzo dei più moderni materiali e sistemi di costruzione, tenuto anche conto della grande incidenza di opere d’arte, importanti per dimensioni e tipologie strutturali.
Lungo i 25 nuovi chilometri di autostrada l’utente potrà usufruire di impianti e servizi tra i più sofisticati dal punto di vista tecnologico.
Il completamento della Catania-Siracusa, nel suo complesso, ha compreso:
• 12 viadotti, per una lunghezza complessiva di 4.163 metri;
• 5 gallerie naturali, per una lunghezza complessiva di 5,8 km (fra cui la galleria San Demetrio, che con i suoi circa 3 km è la più lunga galleria della Sicilia);
• 4 gallerie artificiali a doppia fornice, per una lunghezza complessiva di 2,7 km;
• 3 svincoli.
Le gallerie sono equipaggiate con i più moderni impianti di ventilazione, di SOS, di telecontrollo, di pannelli a messaggio variabile e di illuminazione, il tutto disposto e dimensionato secondo le Linee Guida Anas per la sicurezza in Galleria che recepiscono, e sotto certi aspetti superano, le più recenti disposizioni europee in materia di sicurezza. L’andamento e la sicurezza del traffico sono monitorate da un sistema di sorveglianza in diretto collegamento con una sala di controllo situata in località Passo Martino, nella quale pervengono in tempo reale le immagini relative a ogni metro dell’autostrada, con flusso continuo nelle 24 ore.
In particolare, va ricordato che in galleria, fra i dispositivi utilizzati, vi sono le luci guida che indicano il percorso da seguire in caso di evacuazione, attraverso vie di fuga illuminate da corpi tubolari con fonte luminosa a led. Le telecamere sono in grado di valutare la presenza di fumo in galleria, anticipando quindi la rilevazione del cavo ottico antincendio, la presenza di veicoli fermi o contromano ovvero le condizioni anomale della circolazione. In caso di incendio dentro la galleria, oltre a moderni sistemi di rilevamento fumi e di ventilazione, sono state create stanze a tenuta stagna, dove è garantita la fornitura di ossigeno con un’autonomia di 36 ore.
La nuova infrastruttura attraversa aree di particolare pregio ambientale sia per la presenza di ampi agrumeti che di siti protetti. Quindi particolare attenzione è stata posta all’impatto e alla mitigazione ambientale, volta a ricreare l’equilibrio tra opera e ambiente attraverso specifiche soluzioni progettuali.
È un vero e proprio fiore all’occhiello l’utilizzo dell’energia alternativa: per la prima volta in Italia in una grande infrastruttura stradale, gli impianti delle gallerie sono stati progettati per essere alimentati da pannelli fotovoltaici sistemati sulle volte di copertura delle 3 gallerie artificiali Cozzo Battaglia, San Fratello e Campana, con una potenza globale erogata di 13,2 megawatt. Questo impianto, una volta ultimato, sarà tra le più imponenti strutture di produzione di energia alternativa attualmente in funzione in Italia. La stessa sala di controllo di Passo Martino è autosufficiente dal punto di vista energetico grazie al ricorso all’energia fotovoltaica.
Infine, l’autostrada Catania-Siracusa è un’infrastruttura viaria costruita con un apposito sistema di trattamento dei liquidi inquinanti in piattaforma. Lungo l’autostrada è presente una rete di smaltimento e canalizzazione per cui gli eventuali liquidi dispersi sulla piattaforma stradale sono convogliati e raccolti in apposite vasche dove, con un trattamento in ecofiltro, vengono smaltiti garantendo la piena sicurezza dei terreni circostanti.
Il Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo parla di «un traguardo storico per le comunità del siracusano e del catanese, un’opera che costituisce una nuova leva di sviluppo per la zona sud orientale dell’isola».
Il deputato regionale del Pd Bruno Marziano, ed ex presidente della provincia di Siracusa, dice che «questo non può essere considerato un punto di arrivo visto che ci sono altre infrastrutture da completare. Adesso bisogna impegnarsi ancora per recuperare il gap infrastrutturale che accusa la nostra provincia».
Fatto sta che, intanto, dopo 40 anni di tormenti, finalmente Siracusa è più vicina al resto d’Italia: finisce l’incubo di tanti cittadini che tutti i giorni erano costretti a percorrere un tratto di strada stretto, lento e pericoloso. Sul rettilineo di Agnone Bagni sono stati tantissimi, nel corso degli anni, gli incidenti mortali dovuti a scontri frontali. Per non parlare di chi ha perso la vita per realizzare il nuovo tratto autostradale: è infatti un’infrastruttura che ricorda i due operai deceduti durante i lavori, Antonio Veneziano nel giugno del 2006 e Gaspare Maganuco nel febbraio del 2008. A loro sono stati dedicati rispettivamente un viadotto ed una galleria.
Secondo il sindaco di Siracusa, Roberto Visentin «il sud-est della Sicilia avrà finalmente la possibilità di -fare sistema-. Si apre una nuova fase che taglia una marginalità infrastrutturale e che, proiettandoci in una nuova prospettiva, salda anche plasticamente il nostro territorio, la nostra economia e le nostre potenzialità alle province di Catania e Ragusa. Adesso c’è l’ultimo tassello: l’adeguamento del tratto fino a Rosolini in attesa degli ultimi lotti fino a Modica».
E alla fine se, dopo l’aggressione di domenica a Milano il premier Berlusconi ha dovuto rinviare la celebrazione d’inaugurazione, i cittadini di Catania, Siracusa e più in generale della Sicilia sud/orientale avranno modo di farsene una ragione. Anche perchè l’autostrada è già aperta, è veloce, scorrevole e funzionale.
E’ la fine di un incubo durato troppo tempo in un territorio che adesso si sente proiettato nel futuro.
