Un operaio di 45 anni cadde da un'impalcatura da un'altezza di 25 metri. Secondo l'accusa non furono rispettate tutte le norme di sicurezza
Cinque rinvii a giudizio sono stati decisi oggi dal gup, Mariangela Nastasi per l’incidente sul lavoro che, nel luglio 2007 nella zona falcata, costò la vita all’operaio Salvatore Urzì, 45 anni di Tremestieri Etneo.
Il 21 febbraio dovranno comparire davanti al giudice monocratico, per rispondere di omicidio colposo, il datore di lavoro di Urzì, Elio Coppola, 27 anni, di Augusta, titolare della Copet srl; e i messinesi Francesco Manganaro, amministratore unico della Impresit srl; il responsabile del servizio protezione Nunzio Di Bella, il collega dell’impresa Palumbo, Giuseppe Costa, e Antonio Palumbo, responsabile della omonima impresa di cantieristica navale.
Urzì lavorava in una ditta che aveva ottenuto in subappalto lavori dalla Palumbo. Il 6 luglio 2007 l’operaio cadde da un’impalcatura mentre lavorava alla riparazione della Mega Express della Corsica Ferries. Urzì precipitò nel bacino di carenaggio, da una altezza di circa 25 metri e morì sul colpo.
Secondo quanto emerse dalle indagini dei Carabinieri le norme di sicurezza nel cantiere non erano state del tutto rispettate.
