L'addio di Bernava, l'insediamento della nuova segreteria: confermato Zecchetto, Mariella Crisafulli e Vincenzo Cambria le new entry
L’ultimo congresso provinciale della Cisl per Maurizio Bernava da segretario provinciale coincide con il primo per Tonino Genovese da suo successore. Un passaggio di consegne che si svolge in un’affollata terrazza dell’ex Irrera a Mare, tra lacrime e discorsi accorati, alla presenza del segretario organizzativo nazionale ed ex segretario siciliano Paolo Mezzio. Bernava e Genovese hanno iniziato insieme la loro avventura nella segreteria della Cisl nel 1999, e il passaggio del testimone viene letto dunque nel segno della continuità. Una segreteria che si allarga, e che oltre a Genovese e al riconfermato Bruno Zecchetto da oggi conta anche Vincenzo Cambria e Mariella Crisafulli.
Un visibilmente emozionato Bernava apre i lavori con un lungo discorso. “Siamo convinti – afferma – che sia necessario valorizzare le potenzialità culturali e storiche della nostra città. Una città che non ha messo più il valore del lavoro al centro del suo interesse, che non ha messo la comunità sociale al centro. Il mare, nella nostra realtà, è la risorsa principale per lo sviluppo. Abbiamo fatto uno sforzo per creare un sindacato che sia anche una risorsa positiva della realtà frammentata, una spinta per creare condizioni di sviluppo e nuovo lavoro. Abbiamo svolto un compito che non era nostro, ma siamo stati costretti da una politica che parte da se stessa e finisce sempre su se stessa senza riuscire ad attuare un progetto. Anche l’ultima amministrazione non ha affrontato i problemi della città. Mentre si protestava in piazza contro il Ponte non si sono accorti che le Ferrovie dello Stato, soggetto che deve essere centrale negli investimenti per lo sviluppo della città, dismettevano i servizi e licenziavano lavoratori. Non si sono accorti come sulle colline della città si assisteva alla devastazione con la cementificazione che favorisca lavoro nero e illegalità. Bisogna tornare – continua – a fare i sindacalisti che è una cosa che molti si sono dimenticati e si deve basare su semplicità e concretezza sia sugli obiettivi e sui comportamenti-. Una battuta anche sull’argomento di questi giorni, la “guerra- ai fannulloni: “Il problema esiste – dice Bernava – ma i primi fannulloni da mandare a casa sono quei dirigenti piazzati dai politici con la solita strategia dello scambio di voti-. “
Particolarmente duro Bernava nei confronti di Confindustria e del suo ex presidente Montezemolo: “Confindustria pone veti proprio mentre Cgil, Cisl e Uil trovano una posizione unitaria e lanciano
segnali importanti. Questo attacco stupido di Montezemolo ha tentato di spaccare il sindacato, è una posizione qualunquistica e interessata. Vorrei ricordare al presidente regionale Lo Bello come Montezemolo continui a ignorare il corridoio 1 e a parlare di corridoio 8, quello che va da Napoli verso Bari, perché loro guardano ai paesi poveri dell’est, non guardano alla comunità. Bisogna individuare le aree
di investimento, i progetti produttivi. E puntare sulle infrastrutture: lo abbiamo detto chiaramente che siamo stanchi di vedere il Ponte come un dibattito ideologico. Qui si tratta di imporre a Governo nazionale ed europeo un accordo di programma firmato da tutte le Regioni del Mezzogiorno che pretenda una massiccia fase di investimenti per il Sud, per potenziare la dorsale ferroviaria del corridoio 1, del quale il ponte sullo stretto è una struttura scontata, indispensabile. Se Lombardo vorrà sposare questi progetti, se è vero e sincero il suo obiettivo, noi ci proporremo come suoi alleati. Il mezzogiorno è priorità per il Paese, non solo per noi e risorse non ce ne sono, bisogna conquistarle-. Dunque una sorta di bilancio: “La Cisl si è posta al centro del suo lavoro sempre un obiettivo, senza mai mettere al centro interessi particolari o personali. Tutto il lavoro svolto non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato Tonino Genovese accanto a me-.
E’ commosso Tonino Genovese, che nel suo primo discorso da segretario provinciale ha ringraziato per la fiducia che “non va alla persona, ma al lavoro, al già fatto e al molto ancora da fare-. Poi aggiunge: “Probabilmente saremo scomodi, saremo osteggiati, saremo attaccati. Ma è una battaglia che sa di buono e la perseguiremo contro tutto e tutti-. Genovese affronta la questione sicurezza sul lavoro: “Il lavoro è vita e non può diventare morte o malattia. Il sindacato deve fare di più. Noi dobbiamo fare di più. Bisogna affermare la cultura della sicurezza, dobbiamo denunciare gli appalti al massimo ribasso, pretendere il rispetto di tutte le norme e informare i lavoratori sui possibili rischi nei luoghi di lavoro. Un’altra battaglia deve essere contro il lavoro nero. Ci vuole più informazione, più coinvolgimento, più azione, più rispetto-.
Sul Ponte “la nostra posizione non è cambiata. Il ponte è un elemento di continuità della indispensabile via di comunicazione Sud – Nord, del corridoio 1 Palermo – Berlino. Per Messina rappresenta forse l’unica
opportunità di sviluppo in un territorio dove si fanno troppi studi ad alto livello e pochi progetti concreti e realizzabili o, ancora meno, realizzati. In questi anni – ha continuato – non abbiamo visto nessuno sbracciarsi per il grande scempio ambientale realizzato con la cementificazione selvaggia delle colline, a disprezzo dei rischi idrogeologici, alla mancata realizzazione delle opere primarie di urbanizzazione, alle brutture architettoniche. Cemento nuovo, cemento sbagliato, imprese improvvisate, lavoro nero e infortuni-. E poi il problema della casa: “Altro che soluzione al problema casa in una città in cui 3500 famiglie vivono ancora
in baracca. La casa, a Messina, problema al tempo stesso sociale, politico, di legalità, di lavoro, di qualificazione del territorio, di possibile ridisegno urbanistico e di svolta culturale-. Richiamando il discorso di Bernava, Genovese afferma che “i l mare è ricchezza e può offrire grandi risorse e opportunità. Basta saperle cogliere come, grazie al sindacato e alle lotte dei lavoratori sono state vinte le scommesse della cantieristica pubblica e privata, diventata fiore all’occhiello della Falce, risorsa e ricchezza per centinaia di maestranze e delle loro famiglie-. “
“Tra un mese esatto – conclude Genovese – si terranno le elezioni amministrative. Sia chiaro a tutti che dal giorno dopo chiunque sarà chiamato dai cittadini a governare, sarà da noi valutato “solo- nel merito delle scelte politiche che adotterà. Senza pregiudizi e senza indulgenza partigiana. Orientati alla mediazione, alla trattativa e alla ricerca di accordi. E da subito chiediamo di realizzare un grande Patto Sociale per salvare Messina. Un patto con scelte condivise e sostenute da tutte le energie sociali. Un patto per il fare e per il fare presto. Rilancio l’invito a una vera iniziativa unitaria. Ci sono tanti buoni, inutili motivi per dividersi, ce ne sono molti di più per agire unitariamente-.
(nella foto di Giuseppe Lombardo, da sinistra, Tonino Genovese, Maurizio Bernava e Paolo Mezzio)
