L’intervento del presidente provinciale della Cia Gino Savoja: «La strada che collega a San Cataldo era stata costruita appena cinque anni fa!»
Assume dimensioni pesanti il bilancio dei danni causati dal violento nubifragio dell’1. marzo scorso in molte zone del capoluogo e nei comuni di provincia. Un altro duro colpo per l’economia di un territorio debole, che mentre lecca ancora le ferite della disastrosa alluvione dell’1. ottobre 2009, viene nuovamente attaccato dalla forza devastatrice della natura e dalla inoperosità dell’uomo nel contrastare il continuo avanzare del dissesto idrogeologico. La ricognizione dei danni concentrata nei primi giorni alle infrastrutture, ai centri abitati ed alla sicurezza della popolazione, adesso non può prescindere dal considerare il rovinoso effetto che le piogge consistenti di inizio marzo hanno arrecato all’economia di parecchie aziende agricole ormai al collasso. L’allarme viene lanciato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) con l’intervento del presidente provinciale, Gino Savoja che parla di danni ingenti nei territori a vocazione rurale con particolare attenzione alla valle dell’Alcantara ed a comuni dei Nebrodi e Peloritani.
Appaiono ancora incalcolabili i danni che l’abbondante massa di acqua e fango, riversandosi nelle strade e lungo i torrenti, ha provocato nei comuni più colpiti di Francavilla, Graniti, Saponara, Rometta, Motta Camastra ma anche nei villaggi cittadini di Acqualadroni, Tono, Calamona, Mezzana, Mili. La strada che collega a San Cataldo, una piccola frazione di Motta Camastra è andata completamente distrutta dalla tempesta di fango e pietre, rendendo impossibile raggiungere l’agriturismo vicino. Era stata costruita appena 5 anni fa con i fondi destinati dal patto territoriale. «L’entità dei danni all’agricoltura ed all’economia di queste zone – dichiara Savoja – non può essere trascurata e passare in secondo piano. Diverse le strutture aziendali recintate con muretti a secco che franando hanno subito danni». Finita l’emergenza, per la Cia risulta prioritario censire i danni, attivando tutti gli strumenti normativi finanziari previsti a livello regionale e nazionale per le calamità naturali. Una richiesta di sopralluogo nei terreni più colpiti è stata già inoltrata in questi giorni dal presidente Savoja, al dirigente dell’Ispettorato agrario di Messina, Salvatore Bottari, mentre per mercoledì 15 è convocato un tavolo tecnico, al parco dell’Alcantara che sarà presieduto dal nuovo dirigente, Ettore Lombardo con la partecipazione delle organizzazioni professionali e degli Ispettorati delle Foreste delle zone colpite anche del vicino versante catanese (Calatabiano, Castiglione e Randazzo).
In riferimento agli ultimi disastri messinesi, inoltre, la Cia chiede all’assessore all’agricoltura della Regione, Elio D’Antrassi, di allargare il tavolo di confronto, appena istituito a Giampilieri, anche alle nuove zone alluvionate del territorio provinciale attraverso l’istituzione di un’unità di controllo permanente, sollecitando l’intervento della Provincia regionale a favore della viabilità rurale.
