Confiscati ai fratelli Pellegrino i beni acquistati grazie al commercio del calcestruzzo depotenziato

Confiscati ai fratelli Pellegrino i beni acquistati grazie al commercio del calcestruzzo depotenziato

Confiscati ai fratelli Pellegrino i beni acquistati grazie al commercio del calcestruzzo depotenziato

mercoledì 30 Giugno 2010 - 11:25

Confiscato l’impero dei fratelli Nicola, 48 anni e Domenico Pellegrino, 40 anni, imprenditori di Santa Margherita ritenuti dagli investigatori vicini al boss della zona sud Giacomo Spartà. Per i fratelli del clacestruzzo -depotenziato- è arrivato oggi, a poco più di un anno dal sequestro, il provvedimento di confisca degli stessi beni per un valore di 50 milioni di euro. Case, terreni, imprese, conti correnti, impianti per il calcestruzzo ed anche la villa di famiglia, acquistati secondo gli investigatori proprio grazie al fiorente commercio di calcestruzzo, imposto in regime di monopolio per dieci anni negli appalti pubblici e privati della zona sud di Messina.

La Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Messina seguendo quella che è ormai una strategia consolidata della Procura ha aggredito il patrimonio dei fratelli Pellegrino. -La confisca di oggi – come affermato in conferenza stampa dal sostituto procuratore delle Dda Fabio D’Anna – premia la tenacia degli uomini della Dia che hanno ricomposto un puzzle di elementi investigativi consentendo di arrivare al sequestro dello scorso anno e oggi al nuovo provvedimento”.

Rispetto al sequestro, gli elementi valorizzati dal Tribunale, oltre alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia ed alle indagini di polizia giudiziaria eseguite dalla Dia, prendono le mosse dalle passate condanne per associazione mafiosa e dal coinvolgimento in indagini in materia di criminalità organizzata per Nicola Pellegrino, mentre di Domenico Pellegrino è stata presa in considerazione la sua figura di alter ego del fratello.

Durante le indagini della Dia furono scoperte gravi irregolarità legate alle forniture di calcestruzzo, in molti casi erogato in misura inferiore rispetto al previsto e sotto questo profilo prosegue l’indagine della Procura per accertare se il materiale utilizzato per la realizzazione degli edifici possa influire sulla stabilità degli stessi. Come ribadito dal tenente colonnello Danilo Nastasi, capo sezione della Direzione investigativa antimafia di Messina, -non è stato ancora accertato se la percentuale di depotenziamento del calcestruzzo prodotto dai fratelli Pellegrino metta a rischio le costruzioni realizzate con i prodotti della ditta e per questo ci sono attività in corso-.

Oltre alla confisca per i fratelli Pellegrino è stata disposta la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 3 anni.

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