Il rappresentante sindacale disposto a un patto per 1000 nuovi posti di lavoro nel 2010. Il segretario regionale Bernava: “A Marsala si celebra un’unità d’Italia che nella Sicilia orientale non c’è”
Atm al collasso, servizi sociali allo sbando, giovani alla disperata ricerca di un posto di lavoro, costretti alla fine ad abbandonare la propria terra per cercare di poter costruire altrove un futuro. Questi alcuni dei temi affrontati dal segretario cittadino della Cisl Tonino Genovese nel corso della seduta del consiglio generale provinciale svoltasi questa mattina al teatro Vittorio Emanuele. Il rappresentante sindacale, dopo i ringraziamenti rivolti al segretario regionale Maurizio Bernava e al segretario confederale nazionale Paolo Mezzio, presenti al convegno, ha immediatamente rivolto un appello alla politica, in particolare a quella locale che “sta affrontando in modo arrogante situazioni estremamente delicate come quella del trasporto pubblico cittadino e del settore di assistenza alle fasce più svantaggiate della popolazione, questioni su cui da sempre la Cisl ha posto un occhio di riguardo”.
Genovese non manca di far riferimento alla complicato quadro finanziario ed economico che sta attraversando il nostro paese, come tutta l’Europa, dimostrando però parecchia preoccupazione per il futuro dei ragazzi messinesi, per i quali le prospettive sono pari a zero: “Mi ha particolarmente impressionato – ha affermato il rappresentante sindacale – l’affermazione di un giovane imprenditore sentito qualche giorno fa: -il rischio è che una volta passata la crisi a Messina rimanga la miseria-. Parole – sottolinea Genovese – che non possono non far riflettere anche perché potrebbero rivelare una grande verità. E’ proprio per questo che non bisogna più solo tamponare i problemi o mettere pezze, ma bisogna impegnarsi a costruire opportunità di lavoro, realizzare intese per favorire l’attrattività del territorio, così da creare nuova occupazione. Ribadiamo – ha proposto il segretario della Cisl messinese – la disponibilità a operare con una deroga temporanea ai contratti nazionali per un patto che serva a creare mille nuovi posti di lavoro nel 2010, perché riteniamo che fare lo struzzo e tollerare lavoro nero, sotto occupazione, disoccupazione e sfruttamento significa continuare a uccidere lentamente questo territorio. Gli ultimi esempi sono sotto gli occhi di tutti”.
Genovese evidenzia poi come la criticità legate alla limitatezza delle risorse finanziarie, più volte manifestata dall’Amministrazione Comunale, dovrebbe stimolare il raggiungimento di sinergie con tutti i settori della nostra società. “Occorre coordinare, programmare, controllare e armonizzare gli interventi per ottenere un duplice obiettivo di un miglior utilizzo della spesa e della qualità dei servizi “ ha affermato Genovese che punta poi l’accento sulla mancanza stabilità lavorativa: “Non si parla più di stabilizzazione e non si sa il giorno o il mese o l’anno in cui saranno riscosse le retribuzioni compromettendo la serenità del rapporto di lavoro e quindi l’efficacia e la qualità dei servizi. All’Atm – ha proseguito Genovese – si continua a elemosinare soluzioni tampone senza risolvere il vero problema, quello della razionalizzazione e della riorganizzazione in maniera efficiente e senza sprechi dell’azienda. Per evitare una crisi irreversibile, l’azienda deve proiettarsi a un futuro che in altre città è già realtà: deve diventare gestore unico di tutta la mobilità urbana, integrandosi con i servizi di Ferrovie dello Stato per i pendolari della provincia e per i siciliani che transitano verso il continente”.
Sul tema dei trasporti ha avviato la sua relazione il segretario generale della Cisl Sicilia Maurizio Bernava che ha evidenziato come “si sarebbe aspettato uno scatto d’orgoglio della classe politica della Sicilia orientale nel giorno in cui a Marsala si festeggia l’unità d’Italia col Capo dello Stato. Un’unità che a Messina e in Sicilia orientale è stata spogliata da Ferrovie dello Stato. Siamo fermi a un sistema di trasporti borbonico, con una politica distratta che non si rende conto di come siamo fuori dal sistema Italia. L’intervento del Commissario dello Stato – ha commentato Bernava – che ha impugnato una parte significativa della Finanziaria regionale è la conferma che la furbizia tipica della politica siciliana non serve più per aggirare norme e vincoli di stabilità. Il sistema Sicilia sta crollando tra indebitamento progressivo della Regione e degli Enti Locali e la diminuzione delle entrate”.
Rivolgendosi all’assemblea e al segretario nazionale Mezzio, Bernava ha poi lanciato la proposta della Cisl siciliana: “La salvezza della Sicilia sta nel concentrare le risorse sullo sviluppo che attivi investimenti produttivi, nell’avviare i processi di razionalizzazione della spesa delle amministrazioni locali e degli enti che producono servizi, nel darsi un percorso strategico di modernizzazione infrastrutturale della Sicilia dove sinora è mancata la programmazione. Ma allora – ha concluso Bernava – chi sta dietro la politica? Chi programma le strategie? Chi consente che aumenti l’indebitamento con spese che servono solo ad alimentare consenso elettorale?”.
Di crisi ha parlato anche il segretario nazionale Paolo Mezzio che ha concluso il Consiglio Generale ricordando come “Messina viva una situazione drammatica, così come la Sicilia. Qui si stanno sentendo adesso gli effetti della crisi. Non sono effetti che coinvolgono solo le grandi imprese – ha detto Mezzio – ma purtroppo anche le piccole, quelle a conduzione familiare. Come Cisl chiediamo che al centro dell’attenzione della Politica ci sia il lavoro, ma purtroppo non avvertiamo l’attenzione necessaria, si parla di altro”.
