A coordinare le operazioni notturne gli assessori Caroniti e Isgrò, “confusi e felici”: «La vera prova comincia adesso»

A coordinare le operazioni notturne gli assessori Caroniti e Isgrò, “confusi e felici”: «La vera prova comincia adesso»

A coordinare le operazioni notturne gli assessori Caroniti e Isgrò, “confusi e felici”: «La vera prova comincia adesso»

venerdì 01 Aprile 2011 - 07:55

Per i due rappresentanti della giunta Buzzanca ore di grande frenesia, tra sgomberi, demolizioni e reazioni della città. Caroniti in pianta stabile al campo rom ma in costante contatto con Isgrò, a cui è invece spettato il compito di accompagnare la prima famiglia nel nuovo appartamento. La speranza adesso è che la gente accetti i provvedimenti adottati

Titola una famosa canzone «confusi e felici», ed è così che definiamo, gli assessori Dario Caroniti e Pippo Isgrò, per tutta la notte impegnati a coordinare le operazioni di sgombero. A scanso di equivoci precisiamo subito che l’espressione utilizzata non vuole essere dispregiativa, né tantomeno ironica. Tutt’altro. “Confusi”, nel senso di increduli perché finalmente di fronte a fatti compiuti, felici come naturale conseguenza. Che dalle parole ai fatti sia spesso difficile passare non è infatti cosa nuova, ma nel caso dello sgombero del campo rom di San Raineri, il passaggio è stato ancor più complesso e maggiore è dunque la soddisfazione di esserci riusciti. E non solo perché di mezzo ci sono 22 anni, non solo perché ci si scontra con un intricato sistema politico che spesso ha “tramato” alle spalle di Messina, nonostante le pubbliche dichiarazioni, ma perché stavolta c’è di mezzo un pregiudizio culturale che, conclusa la fase “pratica” dello sgombero, deve essere affrontato e superato. Perché deve essere il momento dell’integrazione, quella con la “I” maiscuola. Ed è questo che preoccupa di più e i rappresentanti della giunta Buzzanca non ne fanno mistero.

Lo abbiamo accennato anche in conclusione del precedente articolo (cronaca della nottata) con la frase pronunciata da uno dei residenti delle palazzine di villaggio Matteotti, colti di sorpresa dall’arrivo notturno «Cu tanti posti ni puttaru propriu ‘ca». Parole che racchiudono bene il senso di “insofferenza” che potrebbe rischiare di generarsi con il temporaneo spostamento delle famiglie rom, ma una soluzione andava trovata. E’ forse in parte anche legata a questo, oltre ad evidenti ragioni logistiche e soprattutto viarie (considerato il traffico dei tir ancora presenti in via La Farina) la decisione di effettuare lo spostamento in piena notte, che qualcuno forse potrebbe definire “blitz”: «Lo abbiamo fatto – spiega Caroniti – innanzitutto perché di giorno non ci sarebbe stato posto per parcheggiare i camion che scaricheranno mobili e suppellettili di proprietà delle famiglie e poi anche per evitare ulteriore scompiglio». Non a caso, come detto, i residenti delle palazzine di Villaggio Matteotti non sono stati informati, discorso analogo anche per gli organi di informazione. Non casuale anche la decisione di usufruire di alloggi (di proprietà comunale) e messi a nuovo con cifre decisamente modeste, vicini al “Commissariato Nord” della Polizia, che nelle prossime settimane sarà chiamato ad un’attività di monitoraggio nella zona circostante sicuramente molto intensa.

«Ciascuna famiglia – spiega Caroniti – prima di entrare nella nuova casa firmerà un documento in cui dichiara di accettare il trasferimento. Discorso valido però solo per quanti hanno effettivamente diritto alla temporanea abitazione e dunque non per tutti quelli presenti qui stanotte, in numero superiore rispetto ai calcoli che abbiamo fatto noi». Ciò per un motivo ben preciso: alla notizia del trasferimento, infatti, molti rom hanno contattato altri familiari nella speranza che anche loro possano usufruire dei benefici della nuova abitazione. Esempio lampante quello della famiglia Bahtijar, la prima ad essere stata sgomberata: nella casa infatti, sarebbero dovuti entrare in 10 (due famiglie) e invece sono in 15: «In questo caso – afferma Caroniti – il problema non è più nostro, noi abbiamo dato disposizioni ben precise per quanti hanno diritto ad entrare negli appartamenti, per il resto non è più questione che ci riguardi, sono loro che dovranno organizzarsi, stando attenti ad eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine». Non tutti infatti hanno le -carte in regola-.

Soddisfatto e fiducioso, nonostante qualche timore, anche l’assessore Pippo Isgrò, chiamato in causa soprattutto nel momento delle demolizione ma ugualmente presente per l’intera nottata: «Speriamo che adesso le cose possano procedere per il verso giusto. E’ importante che si riesca a raggiungere un minimo di civile convivenza, i residenti dovranno farci l’abitudine ma al tempo stesso i nuovi arrivati dovranno fare il possibile per essere accettati comportandosi nel modo più corretto possibile, evitando quindi urla, grida, musica a tutto volume e mettendo da parte abitudini che magari erano soliti avere nel campo». Un rispetto che il “capo-tribù” Joseph Feryzay, in occasione dell’intervista realizzata ieri (vedi correlato), considera doveroso da parte della sua gente «perché noi siamo ospiti».

E mentre si spera che tale proposito venga mantenuto, all’interno degli appartamenti c’è già chi litiga per la divisione delle stanze o addirittura pensa di sollevare un muro…ELENA DE PASQUALE

(FOTO STURIALE)

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