Due medici in servizio presso la struttura evidenziano le anomalie di un reparto appena inaugurato. Il direttore sanitario: “Nessun crollo, sono solo montature giornalistiche”
Pippo Crosca e Guglielmo Catalioto, rispettivamente ginecologo e pediatra in servizio presso l’Ospedale Papardo, hanno deciso di raccontare la loro personalissima esperienza di medici all’interno della struttura ospedaliera e prendere posizione su quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì. Quando, a causa delle abbondanti precipitazioni, le infiltrazioni d’acqua hanno provocato lo scollamento di alcuni pannelli in cartongesso posizionati nel soffitto del Reparto di Ginecologia, Ostetricia e Neonatologia, sito al secondo piano del c.d. Papardino (foto Giovanni Isolino, gentilmente concessa da Infomessina.it) – l’edificio più antico (ma recentemente ristrutturato e reso a norma) del nosocomio – e l’allagamento della sala parto e della sala operatoria, che si trovano nei seminterrati dello stesso plesso.
-Quanto successo ci fa rabbia ma non ci sorprende – dice Crosca, che è anche responsabile aziendale della Cgil medici. Già a giugno si era verificato un precedente e le infiltrazioni d’acqua avevano fatto slittare il trasferimento del reparto, previsto per il mese di luglio, dall’ala di più recente costruzione dell’ospedale, in cui era dislocato su diversi piani, a questa-.
-Ci chiediamo – aggiunge Catalioto – come siano stati eseguiti i lavori e soprattutto chi abbia dichiarato agibile e sicura la struttura-. Entrambi i professionisti ci tengono però a ‘scagionare’ completamente la nuova amministrazione ed in particolare il direttore generale, Armando Caruso, insediatosi a settembre, “quando – dicono i due medici- il reparto era già stato consegnato”.
Visto da fuori il Papardino non dà certo l’idea di un edificio sicuro e moderno, la struttura portante è quella originaria e la facciata deturpata dal tempo. Entrando e percorrendo i corridoi del reparto in oggetto, la sensazione è più rassicurante. Almeno in apparenza. Il pavimento è nuovo, il colore delle pareti vivace, ma alzando gli occhi verso il soffitto si vedono le tubazioni lasciate scoperte dai pannelli venuti giù ed in giro qua e là ci sono cabine elettriche scoperte ed operai al lavoro, che mettono a punto il funzionamento dei citofoni interni.
“Ecco, questo è il reparto in cui ci hanno trasferito solo una settimana fa, – lamentano Crosca e Catalioto -. Una soluzione che abbiamo contestato sin dall’inizio perché inidonea a garantire ai cittadini un servizio di assistenza adeguato. Questo reparto non va bene – sentenziano. Innanzitutto – sottolineano i due medici- il reparto di ginecologia, ostetricia e neonatologia deve essere accorpato in unico piano e inglobare la sala parto, la sala operatoria per i cesarei e la sala operatoria per gli interventi di ginecologia. Attualmente, invece, il secondo piano è adibito esclusivamente a ricovero e nido, la sala parto e la sala per i cesarei si trovano nei seminterrati e la sala operatoria per gli interventi ginecologia al IV piano. Così, se durante il cesareo subentrano delle complicazioni che richiedono interventi di ginecologia, dai piani bassi dobbiamo risalire sino al IV piano-.
“Una situazione insostenibile – tuonano Crosca e Catalioto, resa ancor più paradossale dalla mancanza di ascensori montacarichi in grado di ospitare i letti con le ruote : ogni volta i pazienti devono essere trasferiti in una lettiga e trasportati in ascensori dagli spazi angusti, in cui il personale medico e paramedico fa fatica ad entrare”.
Crosca e Catalioto stanno preparando un documento ufficiale, in cui chiederanno al Direttore Caruso il trasferimento del reparto di ginecologia, ostetricia e neonatologia dal II piano del c.d. Papardino al V piano del Papardo, provvisto di una sala operatoria dotata delle strumentazioni più moderne, con le quali poter affrontare eventuali emergenze.
Su quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì, abbiamo voluto ascoltare anche il direttore sanitario dell’Ospedale Papardo, Eugenio Ceratti. Contatto telefonicamente, avremmo voluto chiedergli quali provvedimenti intendesse adottare nell’immediato l’amministrazione e se per i prossimi giorni fossero previsti sopralluoghi da parte dell’assessore regionale alla sanità Massimo Russo e del presidente della commissione regionale alla sanità Giuseppe Laccoto. Ma il responsabile dell’area sanitaria, con tono indispettito, ha negato l’esistenza di qualsiasi problema. “Non c’è stato alcun crollo, il reparto non ha subito danni e non è vero che i pazienti sono stati trasferiti altrove. Si tratta solo di speculazioni giornalistiche”. Queste le sue dichiarazioni.
