L'annuncio della rettrice Giovanna Spatari durante l'inaugurazione dell'anno accademico
MESSINA – L’ex Palazzo della Banca d’Italia di Messina si appresta a tornare alla fruizione collettiva. L’annuncio, atteso da tempo, è arrivato dalla rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari, nel corso dell’appuntamento per l’apertura del nuovo anno accademico. L’immobile, situato nel cuore del centro cittadino, non sarà più solo un monumento da ammirare dall’esterno, ma un polo attivo di servizi universitari e culturali.
Apertura in due fasi
La tabella di marcia per il riutilizzo dei locali prevede un cronoprogramma immediato. «Aprirà la prossima settimana», ha detto la rettrice, spiegando come il piano di rientro negli spazi avverrà per gradi: «Iniziamo con sala studenti e poi Gabinetto di Lettura».
La scelta di dare priorità alla popolazione studentesca risponde alla necessità di ampliare gli spazi di aggregazione e studio nel centro storico. Per quanto riguarda le altre funzioni del palazzo, la Spatari ha precisato che «il polo museale è oggetto di riflessione e aprirà successivamente», confermando però l’intenzione di trasformare la struttura in un punto di riferimento culturale di ampio respiro.
L’illuminazione e la visita di Panetta
Il passaggio di consegne ideale e il completamento della fase di recupero sono stati celebrati con un gesto simbolico di grande impatto visivo per i messinesi. «Ieri sera abbiamo illuminato la struttura, restituita alla città», ha sottolineato la rettrice.
L’evento ha assunto un rilievo nazionale grazie alla partecipazione della massima carica della Banca d’Italia, a testimonianza del valore storico e istituzionale dell’operazione di recupero. «Il governatore Panetta ci ha onorato della sua presenza», ha concluso la Spatari, suggellando così la nuova vita dell’edificio che da sede della finanza si trasforma oggi in una moderna casa della cultura e della formazione.
L’ex sede
La sede della Banca d’Italia ha chiuso a Messina il 13 novembre 2015, durante un piano di riorganizzazione nazionale che prevedeva il taglio delle filiali più piccole o meno attive, riducendo la presenza in Sicilia alle sole sedi di Palermo (principale), Catania e Agrigento (succursali). Dopo la chiusura e un periodo di inutilizzo, l’immobile è stato acquisito dall’Università di Messina nel luglio del 2020.
