I villaggi collinari ancora una volta i più colpiti dal maltempo di ieri. Buzzanca dispone 9 evacuazioni a S. Margherita, 2 tra S. Stefano Medio e S. Stefano Briga. In mattinata decisioni su Fondo Saccà. Intanto partono grida d’allarme da Cumia, Bordonaro e Catarratti
Paura, rabbia e quel che è peggio rassegnazione. Messina si ritrova ad affrontare l’ennesima emergenza, per fortuna senza dover fare la conta dei morti. Ma di danni il maltempo che ha travolto la città la notte tra il 9 e il 10 marzo ne ha fatti, eccome. E un po’ dappertutto. Così il day-after consiste da una parte nel lavoro delle istituzioni che dovranno dare risposte, operative e immediate, a chi si è ritrovato con un metro e mezzo di fango per strada o, peggio ancora, senza più una casa; dall’altro nelle denunce che arrivano da diverse parti del territorio, nelle quali non si può certo dire che il dissesto sia un fatto nuovo. Partiamo dalle istituzioni. Il sindaco Giuseppe Buzzanca già ieri aveva annunciato che oltre allo stato di calamità, chiederà al Governo che l’emergenza di ieri venga inserita nell’Ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri emessa in occasione dell’alluvione del 1. ottobre. Inoltre il primo cittadino ieri ha disposto undici ordinanze di evacuazione: nove a S. Margherita e due tra S. Stefano Medio e S. Stefano Briga, mentre a Mili S. Marco, dove il villaggio è stato invaso da fango e detriti, non sembra ci sia la necessità di procedere in tal senso. In mattinata, invece, Buzzanca prenderà provvedimenti per Fondo Saccà, i cui abitanti ieri hanno inscenato una protesta in viale la Farina.
Capitolo denunce. Sono sempre tante, troppe e, cosa più grave, non certo nuove. Perché non si può certo dire, ad esempio, che il grave dissesto idrogeologico di Cumia sia una novità assoluta. L’ultimo smottamento si era verificato a fine gennaio, “tamponato” da lavori di somma urgenza. Il punto è che coi tamponi non si va più da nessuna parte, e che di progetti immediatamente cantierabili, per Cumia, come emerso da una recente nota della Protezione civile, non ce ne sono. Le immagini che pubblichiamo in fotogallery, inviateci dal consigliere della III circoscrizione Claudio Cardile, riguardano la via Portone Militare a Bordonaro, l’ingresso della scuola media Ettore Castronovo, sempre a Bordonaro, e le strade e il torrente tra Cumia Inferiore e Superiore. Qui, come vi avevamo raccontato ieri, un’auto è stata investita da una frana intorno alle 5.30 del mattino, venendo liberata solo alle 9. Pericolo anche per un camion, che ha “sfidato” il torrente rimanendovi dentro. Per fortuna nessuna conseguenza per nessuno dei due conducenti.
Un altro consigliere della III circoscrizione, Libero Gioveni, accende invece i riflettori su un’altra zona, il villaggio di Catarratti. Il maltempo, infatti, ha provocato la piena del torrente Bisconte-Catarratti: «Dalla montagna ai cui piedi sorge, appunto, il villaggio di Catarratti – racconta Gioveni – improvvisamente è sorto un fiume impazzito di acqua, il cui letto ha portato con se detriti e tutto quello che man mano incontrava durante il suo percorso». A questo si aggiunge che «la parte alta del torrente viene gioco forza utilizzata come bretella d’attraversamento per raggiungere una piccola strada provinciale ancora più a monte che conduce ad alcune abitazioni private. Se si considera, altresì, che la parte a valle dello stesso torrente viene costeggiata da altre abitazioni insediate nella limitrofa Fondo Pistone, è evidente che dopo il segnale allarmante inferto ieri dalla piena, non c’è da stare affatto tranquilli». Ulteriori preoccupazioni, conclude Gioveni, arrivano dal «costone della montagna ai cui piedi sorge il centro storico di Catarratti, specie dopo i recenti eventi franosi che hanno colpito il nostro fragile territorio».
(foto Sturiale)
