La Lelat deve continuare ad operare. Questa la richiesta delle 2000 persone che hanno firmato la petizione volta a scongiurare quella che per alcuni ragazzi della nostra città e per la comunità intera sarebbe una sconfitta cocente.
Domani, 13 giugno, il risultato di tale istanza verrà presentato al Prefetto che rappresenta l’ultima speranza di sopravvivenza dell’associazione che si occupa del recupero dei tossicodipendenti e dei malati di Aids.
“Il momento che ci aveva fatto tanta paura è arrivato – afferma Anna Maria Garufi, presidente della Lelat. Quando il 15 dicembre abbiamo visto andar via tutti quei ragazzi perché eravamo costretti a chiudere la comunità notturna, pensavamo che quel dolore fosse insuperabile, ma la minaccia di dover chiudere anche la comunità diurna ci sembrava lontana. Invece la situazione debitoria è ovviamente aumentata, altri operatori sono dovuti andare via perché chi ha famiglia non può vivere per un anno senza stipendio e quelli che sono rimasti continuano a lavorare eroicamente e si costringono a credere nella vita della comunità nonostante tutto! Ma i loro figli non possono mangiare fede e speranza!
Chi in questo momento di grande difficoltà ci ha ridato fiducia è stato il Prefetto, un uomo sensibile e attento ai bisogni della città, la nostra ultima speranza affinché la comunità non sia costretta a chiudere entro fine mese.
Al Prefetto domani consegneremo circa 2000 firme di cittadini che si ribellano contro questa chiusura. Si tratta per lo più gente comune, anche gente del nostro quartiere di Mangialupi che, dopo averci osteggiati perché non volevano i “tossici-, oggi ci vedono come una risorsa. Ma ci sono anche le firme di responsabili di comunità terapeutiche di tutta Italia che ci hanno attestato al loro solidarietà. In Prefettura ci incontreremo con la stampa che in questi anni ci è stata tanto vicina, ipotizzeremo delle soluzioni, alla presenza del massimo rappresentante dello Stato a Messina, interpelleremo le coscienze di chi, se vuole, può contribuire a rendere questa città meno povera-.
Tra le duemila firme ci saranno anche le 104 raccolte dal nostro sito, che ricordiamo, ha condotta la battaglia al fianco della Lelat per evitarne la chiusura.
