Il vicepresidente dell’Osapp Nicotra ha incontrato il rappresentante del Governo in città: «Siamo a livelli non più tollerabili»
Una vera e propria emergenza, che ha raggiunto livelli di guardia. L’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria, da anni denuncia le condizioni al limite in cui operano i penitenziari di Messina e provincia. Adesso della questione è stato investito ufficialmente il rappresentante del Governo nel nostro territorio. Oggi a mezzogiorno, infatti, il vice segretario generale dell’Osapp Domenico Nicotra, unitamente ad una delegazione dei segretari provinciali della provincia di Messina, ha incontrato il prefetto Francesco Alecci, al quale è stato rappresentato preliminarmente come le carenze degli istituti della provincia di Messina sono tali da poter serenamente affermare che la questione penitenziaria nel peloritano ha raggiunto ormai livelli non più tollerabili. «Infatti – si legge in una nota dell’Osapp – a fronte dei circa 500 detenuti ristretti nella casa circondariale e oltre 300 internati ristretti nell’Opg di Barcellona, il personale operante è abbondantemente sottodimensionato con evidenti ripercussioni dei carichi di lavoro ricadenti sul personale operante, con turni che vanno dalle 8 alle 10 ore e che possono arrivare anche a 16-18 ore giornaliere». L’attenzione è stata posta anche sul fatto che, al contrario di altre realtà della Sicilia occidentale in cui si registrano anche delle carenze di personale e di fondi, nella provincia di Messina così come in tutta la Sicilia orientale la situazione ha superato ogni limite di tollerabilità.
Nicotra ha dunque chiesto al prefetto un intervento incisivo nei confronti della Regione Siciliana «al fine di dare all’applicazione della normativa sulla sanitizzazione dell’Opg di Barcellona, risalente al 2008 ed in Sicilia non ancora recepita ed applicata, che di fatto consentirebbe una sostanziale diminuzione dei carichi di lavoro esorbitanti a cui sono sottoposti il personale del corpo di Polizia penitenziaria in servizio presso l’istituto del centro tirrenico». Ad Alecci, infine, è stato anche chiesto di voler porre rimedio alla questione legata all’assenza di idonei stalli adibiti al parcheggio delle autovetture di tutto il personale del Corpo che espleta attività lavorativa presso l’Istituto di Gazzi. Il prefetto ha garantito il proprio interessamento, per quanto di sua competenza, per la risoluzione delle problematiche segnalate. Basterà?
