L’arcivescovo di Agrigento, ex vescovo ausiliare di Messina, lo aveva detto già dopo Giampilieri: dito puntato contro le istituzioni. Oggi i funerali delle due sorelline schiacciate dalla casa crollata loro addosso
Lo aveva promesso e ha mantenuto la parola data, un gesto forte che ha destinatari precisi. Mons. Franco Montenegro, ex vescovo ausiliare di Messina e oggi arcivescovo di Agrigento, ha annunciato di non voler celebrare i funerali, attualmente in corso, delle due sorelline di 4 e 14 anni, Marianna e Chiara Pia Bellavia, morte a Favara perché schiacciate dalle macerie della casa crollata loro addosso. Una decisione che fa discutere ma che è la diretta conseguenza di quanto accaduto a Messina e nei villaggi jonici il 1. ottobre scorso. All’indomani dell’alluvione, mons. Montenegro lanciò l’allarme dissesto idrogeologico anche per la zona di Agrigento e disse che, fosse stato lui l’arcivescovo di Messina, non avrebbe celebrato i funerali di vittime di tragedie annunciate.
Così nell’immediato post Giampilieri scriveva mons. Montenegro al capo della Protezione civile Guido Bertolaso: «Chiedo anche al Signore che non arrivi mai il momento di dovermi rifiutare di celebrare funerali ‘previsti’ o ‘preannunciati’, perché quel giorno, se mai dovesse arrivare, il mio posto – da agrigentino – sarà tra la nostra gente a pregare, ma non me la sentirò di parlare, come sarebbe successo se fossi stato a Messina». Oggi l’arcivescovo di Agrigento afferma che di confermare, «nella loro interezza», quelle parole, stando tra la gente, ma non sull’altare, nella chiesa madre di Favara. «Non è un sottrarmi al mio ruolo di vescovo – ha spiegato in una nota – di pastore della porzione di Popolo che il Signore mi ha affidato, ma un farmi solidale e vicino alla famiglia Bellavia in questo giorno che è giorno di preghiera e silenzio».
