“I lavoratori non possono essere ostaggio della Gesenu che utilizza i dipendenti per ottenere ancora maggiori finanziamenti dall’Ato Messina 2”. La Fit Cisl di Messina, con il suo segretario generale Enzo Testa, interviene sulla vicenda dei pagamenti degli stipendi dimezzati ai lavoratori della Gesenu, società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti a Barcellona, Milazzo e nei paesi limitrofi.
“La decisione di pagare solo metà dello stipendio deciso arbitrariamente dalla Gesenu è inaccettabile e illegale – sottolinea Testa – La Gesenu ha riscosso l’intera tranche di 502 mila euro da parte dell’Ato Messina 2 destinati da un accordo tra le parti unicamente per pagare gli stipendi. E’ inaccettabile pensare che i lavoratori, dipendenti della Gesenu e con contratto di lavoro con la società privata, debbano o possano esigere parte dello stipendio dall’Ato Me 2”.
Lunedì 23 novembre i rappresentanti dell’Ato Messina 2 e della Gesenu si incontreranno per affrontare il problema. Se non si dovesse arrivare a una soluzione il sindacato e i lavoratori sono decisi nel proclamare immediatamente lo stato d’agitazione.
“Chiederemo – annuncia Testa – un incontro immediato con il Prefetto. Non è possibile che i lavoratori paghino con la mancata corresponsione degli stipendi l’esistenza di un contenzioso sull’interpretazione del contratto di appalto esistente tra Ato Messina 2 e Gesenu. Sarebbe ora – conclude Testa – che la Gesenu chiarisca una volta per tutte con l’Ato Messina 2 la sua reale volontà di continuare o meno a svolgere il servizio di raccolta rifiuti. Se questa non ci fosse è chiaro che si deve prendere atto della decisione della Gesenu e mettere in campo le opportune strategie per garantire la continuità del servizio e il mantenimento dei posti di lavoro”.
