A segnalarlo la Corte dei conti in una relazione inviata alla sezione affari comunitari
Frodi per 36 milioni di euro. È quanto sostiene la Corte dei conti che, in una relazione inviata alla sezione affari comunitari, indica che nella gestione dei contributi europei destinati alla formazione professionale, nella nostra regione vi sarebbe un elevato numero di operazioni dolose.
Queste sarebbero da ricercare prevalentemente nell’emissione di fatture false o “gonfiate-, o ancora nei corsi di formazione professionale “fantasma- e nei controlli scadenti.
La Corte dei Conti punta poi il dito contro l’assessorato regionale alla Formazione che -pur controllando il 100% della spesa, il dipartimento individua irregolarità in maniera irrilevante rispetto all’erogazione dei contributi-.
