Preoccupanti i dati forniti questa mattina dal vice-presidente dei geologi Francesco Peduto: negli ultimi 80 anni l'Italia è stat interessata da 17 mila alluvioni e frane, con più di 100 mila persone coinvolte negli ultimi 20 anni, i danni stimati superano i 25 miliardi di euro
Mesi difficili, mesi trascorsi con l’incubo che quella collina, quella sopra la nostr case, potesse venire giù. Immagini e momenti difficili da dimenticare soprattutto in riva allo Stretto, dove l’alluvione del primo ottobre ha lasciato strascichi di cui ancora tanti soffrono gli effetti. Della trgedia di Giampilieri e dintorini, così come di quelle di Caronia e Maierato, ha parlato questa mattina il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo intervendo al forum “Le frane in casa”, svoltosi a Roma, e a cui hanno preso parte circa 600 geologi.
“Dopo i fatti di Messina mi sono battuta perchè il governo predisponesse un finanziamento per la tutela del suolo – ha esordito il ministro – Il piano straordinario sul dissesto idrogeologico, in fase di elborazione da parte del Ministero dell’Ambiente, consentirà a breve di intervenire sulle zone più a rischio. Ma sarà solo il primo passo”. Per la Prestigiacomo è necessario un approccio completamente diverso da quello finora utilizzato, che valuti il territorio e attui in modo più razionale le individuazione delle zone “rosse”.
Secondo i dati forniti dal vice-presidente dei geologi Francesco Peduto, negli ultimi 80 anni l’Italia è stat interessata da 17 mila alluvioni e frane, con più di 100 mila persone coinvolte negli ultimi 20 anni, i danni stimati superano i 25 miliardi di euro. “Il rischio dissesto nel nostro Paese – ha commentato l’esperto – e’ particolarmente rilevante ed ha un elevatissimo impatto sociale ed economico, secondo tra i rischi solo a quello sismico. Si sono susseguite innumerevoli sciagure e a voler ricordare solo quelle che si sono imposte all’attenzione dei media nazionali, si possono citare:il terremoto dell’Abruzzo;le frane in Sicilia (Scaletta Zanclea, Giampilieri e Caronia);le frane in Calabria (Maierato su tutte);l’alluvione del Serchio in provincia di Pisa; Ischia, Atrani e Montaguto in Campania. Tuttavia – ha concluso Peduto – nonostante sia stato stimato che riparare i danni costa in media 10 volte in più che prevenirli, la prevenzione è ancora un’eccezione e la totalità delle sciagure citate sono state affrontate con misure tampone ed emergenziali di protezione civile, ad evento accaduto”.
(foto Sturiale)
