A capo del gruppo la sessantenne Concetta Salvo che nonostante si trovasse a Gazzi continuava a dirigere la -ditta- impartendo indicazioni dettagliate ai figli che andavano a trovarla alla casa circondariale
Era finita in carcere a settembre 2008 dope essere stata sorpresa insieme al figlio dentro casa con dosi di eroina e cocaina. Ma non aveva smesso di dirigere la sua impresa familiare. È quanto ricostruito dagli investigatori dalla Squadra Mobile che oggi hanno messo le manette ai polsi della sessantenne Concetta Salvo, del marito Luigi Bertoloni, e dei figli Angelo Bertoloni, 31 anni, Gaetano Tabbone, 39 anni e di un sedicenne.
Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. Eroina, cocaina e hashish che venivano vendute direttamente negli appartamenti alle case gialle di Bordonaro dove vivono i 5 arrestati. Dei veri e propri minimarket in cui i tossicodipendenti sapevano di potere andare perché avrebbero trovato di sicuro la droga. E in una di queste rivendite a settembre 2008 sempre la Squadra Mobile arrestò Concetta Salvo e il figlio, Gaetano Tabbone, sorpresi nella cucina di casa con dosi di cocaina e di eroina. Da quest’arresto scattarono le indagini e le intercettazioni ambientali. Gli investigatori della Polizia coordinati dal sostituto procuratore della Dda Giuseppe Verzera e dal collega della procura Fabrizio Monaco, misero anche una cimice in carcere e qui ascoltarono i colloqui che Concetta Salvo intratteneva con il marito, prima che venisse anche lui arrestato per spaccio, e poi con i figli ai quali impartiva dettagliate istruzioni su come gestire l’impresa di famiglia, su come tagliare le dosi di droga e persino il prezzo a cui dovevano essere piazzate. Stamattina a conclusione di questa lunga indagine, che vede complessivamente indagate 13 persone, il gip Giovanni De Marco ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i 5 arrestati. Le intercettazioni ambientali hanno permesso agli investigatori di accertare che il gruppo si riforniva di droga dal clan Mangialupi e in Calabria grazie ad alcuni contatti con la malavita di Rosarno. Inoltre i poliziotti sono riusciti a individuare in Angelo Bertoloni uno dei due responsabili della rapina a mano armata ai danni di una ditta di trasporti di via Consolare Valeria, messa a segno a gennaio del 2009. Due uomini con il volto coperto e armati avevano picchiato con il calcio della pistola il titolare e si erano fatti consegnare quasi 2mila euro dell’incasso.
