Quattro bossoli di pistola a salve sono stati trovati accanto all’auto del sostituto procuratore della DDA di Messina, Vito Di Giorgio, parcheggiata sotto la sua abitazione sulla Panoramica.
Un messaggio inquietante contro uno dei magistrati in prima linea nella lotta alla mafia ed in particolare all’aggressione dei patrimoni delle cosche.
La notizia in poco tempo fa il giro della città ma nel pomeriggio la portata dell’avvenimento viene ridimensionata dalla Squadra Mobile. Quello che balza però all’occhio è la divergenza fra una serie di fatti che seguono all’intimidazione e le smentite nette e convinte che partono dalla Questura ed in particolare dal dirigente della squadra Mobile, Marco Giambra.
La notizia dell’intimidazione desta subito enorme scalpore.
Di Giorgio non ha mai avuto assegnata la scorta nonostante da anni si occupi di inchieste riguardanti la pubblica amministrazione e la lotta alla mafia. Un impegno costante negli anni che ha dato fastidio a qualcuno.
Il magistrato era appena uscito di casa, al complesso Teseo, e stava accompagnando la figlia di sette anni a scuola. Arrivato a pochi metri dall’auto si è accorto delle presenza dei bossoli. Due erano per terra davanti alla macchina, uno accanto allo sportello di sinistra ed il quarto sotto l’autovettura. Di Giorgio ha riaccompagnato la bambina a casa e poi ha avvertito la Polizia. Sul posto sono giunti gli uomini della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica che hanno battuto a palmo a palmo l’intera zona. Fin qui la cronaca dei fatti. Nei giorni seguenti ( i fatti si sono verificati dieci giorni fa ma sull’intera vicenda è calato un silenzio strettissimo) partono le prime iniziative a tutela del magistrato.
Come primo provvedimento viene disposto un servizio di sorveglianza delle forze dell’ordine che avranno il compito di vigilare attorno all’abitazione del sostituto della DDA e controllare eventuali persone sospette che circolino nella zona. Ma non è tutto. Il prefetto Alecci ha convocato un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che avrà come argomento centrale la grave intimidazione al magistrato messinese. E’ possibile che a Di Giorgio venga assegnata una scorta o una tutela.
Ma nel pomeriggio arrivano le prime smentite. Per il dirigente della Mobile, Marco Giambra: “Il rinvenimento è avvenuto ma gli accertamenti hanno stabilito che si trattava di cartucce a salve, peraltro rinvenute in un’aiuola vicina e solo per caso casualmente arrivate sotto la vettura di Di Giorgio. Probabilmente sono state esplose la notte di Capodanno”. Però le cartucce sono state trovate dopo più di 20 giorni dalla notte di Capodanno e proprio accanto all’auto del magistrato. Il procuratore capo Guido Lo Forte nel tardo pomeriggio conferma il ritrovamento delle cartucce a salve accanto all’auto del magistrato ma rimanda tutti al dirigente della Squadra Mobile per i particolari: “Sono loro che stanno effettuando le indagini su questa vicenda” dice secco il capo della Procura di Messina. La giornata si chiude così con le smentite della Mobile mentre l’interessato, il sostituto Vito Di Giorgio, preferisce non commentare la vicenda. Quel che è certo però è che lui stesso, fortemente preoccupato per il ritrovamento dei bossoli, ha avvertito la Polizia e poi sono scattati i primi provvedimenti per garantire la sua sicurezza.
Di Giorgio dal suo arrivo a Messina si è occupato di parecchie inchieste sul fronte della pubblica amministrazione. Con altri colleghi ha svolto le indagini sulla collisione nello Stretto fra il Segesta ed una nave portacontainer e sul disastro ferroviario di Rometta ma si è molto occupato di reati finanziari e di mafia. Ultimamente ha incrementato il suo impegno nella confisca dei beni alle famiglie mafiose messinesi, ottenendo importanti risultati. E’ di oggi, infatti, la confisca del patrimonio del padrino di S.Lucia del Mela, Pietro Nicola Mazzagatti. Beni che tornano definitivamente di proprietà dello Stato grazie al lavoro della DDA e delle forze dell’ordine.
