Non andrà in onda martedì 27 novembre alle 21 il film -La vita rubata-, come previsto dal palinsesto di Rai Uno, sulla vita e l’assassinio di Graziella Campagna, la diciassettenne di Saponara uccisa dalla mafia il 12 dicembre 1985. La programmazione della fiction di Giorgio Diana è slittata a data da destinarsi. Lo ha deciso il dirigente Rai, Claudio Cappon, su esplicita richiesta del Ministro della giustizia, Clemente Mastella. Il Guardasigilli ha motivato il veto col fatto che il 13 dicembre prossimo, in Corte d’assise d’appello, si aprirà il processo per i due imputati condannati all’ergastolo per l’omicidio, il boss palermitano Gerlando Albrti jr ed il braccio destro, Giovanni Sutera.
Graziella lavorava come stiratrice a Saponara. La sera del 12 dicembre di 23 anni fa non fece più ritorno a casa. Il suo corpo senza vita venne trovato due giorni dopo dal fratello Piero sui colli Sarrizzo. Era stata giustiziata a colpi di pistola. Il lungo e tormentato processo di primo grado ha stabilito che ad ucciderla è stato Alberti, allora latitante sotto falso nome nella zona, ed il suo collaboratore. L’unica colpa della ragazzina è stata quella di aver trovato nella giacca dimenticata da un cliente, che lei non sapeva essere un malavitoso, un’agendina compromettente.
