Un’immersione nelle acque dello Stretto, si è trasformata in una scoperta archeologica che riserverà sorprese nei prossimi giorni. L’assistente capo della Polizia di Stato, Giovanni Felis, mentre effettuava un immersione nei fondali dello Stretto insieme ad altri subacquei dell’associazione ASD Sub dello Stretto si è imbattuto in un ancora di grandi dimensioni incagliata a una profondità di 30 metri. L’assistente capo ha subito contattato l’unità navale della Polizia di Stato e quando i colleghi sono arrivati sul posto, coordinati dal sostituto commissario Antonio Muscolino è stato possibile filmare e fotografare il reperto.
Come spiegato dal vicequestore Mario Ceraolo le immagini sono state fatte visionare agli archeologi della Soprintendenza che da un primo esame dei fotogrammi hanno ipotizzato che si tratti di un’ancora appartenente ad un vascello spagnolo del 1600. L’ancora è in ferro con la contromarra lunata.
Sono state avviate tutte le procedure necessarie per effettuare ulteriori sopralluoghi nel sito di ritrovamento alla ricerca di altri reperti.
