Inaugurata la mega banchina del porto: 500 metri a servizio della crocieristica

Inaugurata la mega banchina del porto: 500 metri a servizio della crocieristica

Inaugurata la mega banchina del porto: 500 metri a servizio della crocieristica

venerdì 04 Giugno 2010 - 11:27

Lo Bosco e le altre autorità: «Fondamentale la sinergia tra istituzioni». E Ricevuto bacchetta il commissario della Fiera D’Amore: «Non è lo “spasso” per pochi quello che vogliamo»

Le banchine Colapesce e Vespri sono ormai allineate, un “unicum” lungo 455 metri servito da un piazzale di 8 mila metri quadri. Un “mega” porto all’avanguardia, in grado di ospitare dalle due alle tre navi da crociera, rendendo ancora più palese, qualora ce ne fosse bisogno, qual è la vocazione di questa città. Uno spazio del e per il crocierismo, “chiuso” però ai cittadini e ai pescatori (severamente vietato il loro ingresso nella nuova banchina), anche se poi il vero problema è cosa i croceristi trovano al di là della cancellata che separa il porto dalla via Vittorio Emanuele II e dunque dalla città. Tutte presenti al taglio del nastro le autorità, compresi l’arcivescovo Calogero La Piana, il prefetto Francesco Alecci ed il comandante della Capitaneria di Porto Nunzio Martello.

«Il dialogo tra le istituzioni – ha esordito il presidente dell’Autorità portuale Dario Lo Bosco – è elemento fondante di uno sviluppo ordinato e coordinato. Il sistema portuale è punto di forza di questa città e questa opera è il risultato di un encomiabile lavoro sinergico». Lo Bosco ha ringraziato il suo predecessore, Enzo Garofalo, che non ha voluto mancare all’appuntamento finale di un percorso che lui stesso aveva avviato. «Ci vuole un impegno ancora maggiore – ha aggiunto il presidente dell’Authority – ce lo chiede la contingenza economica. Ed in questo quadro fondamentale sarà aprire la Fiera alla cittadinanza, restituirla ai bambini e alle famiglie». E proprio la Fiera diventa motivo dell’unica nota polemica della giornata. Il “pepe” lo ha aggiunto il presidente della Provincia Nanni Ricevuto: «La Fiera è sempre stato motivo di vanto in tutto il mondo. Ma oggi, e mi rivolgo all’Authority, quella porzione di territorio è caratterizzata dal degrado. Non sono sufficienti i discorsi fatti da chi oggi gestisce la Fiera, non è questo quello che vogliamo fare. Il nostro obiettivo è recuperare pienamente l’area, per la fruizione di tutta la città, non certo i “giochi” per i bimbi. Lo sviluppo non si ottiene con lo “spasso”». Nelle retrovie è presente il commissario della Fiera Fabio D’Amore, che tra i denti dice: «Fosse per Comune e Provincia, non ci sarebbe nemmeno quello».

Il sindaco Giuseppe Buzzanca sottolinea anche lui l’importanza della sinergia «tra le istituzioni. Siamo in un posto meraviglioso, qui anche Giovanni Paolo II fermò la sua omelia di fronte ad una nave che attraversava lo Stretto. Messina è divenuta negli terreno sul quale speculare non intervenire per lo sviluppo. Stiamo cercando di intraprendere un percorso. E’ un dovere morale oltre che istituzionale, dobbiamo fare in modo che i ragazzi non ci abbandonino, un esodo che oggi ha raggiunto proporzioni drammatiche, con intelligenze vive della nostra città che diventano ricchezze di altri». I dettagli tecnici sui lavori li hanno forniti l’ing. Pietro Viviano del Genio Civile Opere marittime e l’ing. Natì della Tecnis, l’impresa che ha eseguito i lavori. Poi il taglio del nastro, gli auguri e l’immancabile “buffet”. Si apre un nuovo corso? Ce lo auguriamo un po’ tutti.

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