nella parte della sua relazione dedicata allo stato della giustizia, il presidente della Corte d'Appello sottolinea le gravi carenze di organico dei magistrati che rallentano ed appesantiscono l'amministrazione della giustizia nel distretto di Messina. Fazio contrario al processo breve, restrizione delle intercettazioni e separazione delle carriere
Nel distretto giudiziario messinese la giustizia è sull’orlo del baratro. Lo dimostrano i tempi necessari alla definizione di un processo: sette anni per i processi civili e tre per i penali. Le cause sono diverse ma già sbandierate negli anni scorsi senza alcun risultato: carenza negli organici dei magistrati e del personale amministrativo ed sistemi d’informatizzazione non ancora al passo coi tempi. Lo ha detto stamani il presidente della Corte d’Appello Nicolò Fazio, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, parlando dello stato della giustizia messinese.
Addirittura drammatica la situazione della giustizia civile. A Messina ogni giudice deve smaltire circa 1500 cause l’anno ed ogni mese gliene vengono assegnate sessanta. Per Fazio non c’è dubbio che il più problema più grave rimane la carenza di organici. Sono vacanti i posti di presidente del Tribunale per i minorenni, del Tribunale di sorveglianza, di presidente del Tribunale di Barcellona, Sono vuoti 18 posti di giudici nei Tribunali del distretto e tre posti di consigliere nella Corte d’Appello. Pesante anche la situazione nelle Procure. A Mistretta è coperto solo il posto di procuratore, a Patti, mancano 2 sostituti su 4, a Barcellona 4 su 5. a Messina 7 su 20.
Ma il presidente Fazio nella sua relazione ha toccato anche i temi delle riforme che dovrebbero risolvere l’annoso problema della giustizia. Fazio non ha esitazioni nel valutare negativamente il processo breve, la separazione delle carriere e la restrizione delle intercettazioni che però devono sempre e comunque garantire la riservatezza e la dignità dell’indagato. Quindi il presidente della Corte d’Appello avanza una serie di proposte: la contrazione dei reati perseguibili d’ufficio estendendo quella dei reati perseguibili a querela di parte, un personale amministrativo numericamente adeguato, risorse finanziarie sufficienti e piena informatizzazione dei servizi. E in conclusione d’intervento non poteva mancare un nuovo appello perché Messina si doti del Palagiustizia satellite. Al sindaco Buzzanca, presente in aula, ha chiesto di risolvere il contenzioso che impedisce all’amministrazione comunale di risolvere il grave problema strutturale. In alternativa entro due mesi –ha detto Fazio- è necessario affittare dei locali per realizzare il Palasattellite.
Subito dopo il presidente Fazio sono intervenuti Mariano Sciacca del CSM e l’ex Pm di Mani Pulite messinese Angelo Giorgianni. Quest’ultimo, in rappresentanza del Ministero di Giustizia, ha tessuto le lodi del Governo per il suo impegno a favore della Giustizia. Giorgianni ha sottolineato i progressi nel settore civile dove nel 2010 i processi pendenti sono diminuiti del 4%. E questo, ha detto l’ex pm, è dovuto alla riforma del processo civile ed ai processi d’informatizzazione per i quali sono stati spesi in due anni oltre 15 milioni di euro. Toni ottimistici ai quali ha risposto il Procuratore Generale Franco Cassata ricordando come, secondo una recente ricerca, l’Italia occupi il 156° posto per durata dei processi. Meglio di noi hanno fatto anche l’Angola e la Nuova Guinea. Cassata si è detto del tutto contrario alla riforma sul processo breve ed alla restrizione delle intercettazioni ma ha chiesto un controllo maggiore nel rapporto fra stampa e giustizia per evitare fughe di notizie, pubblicazione di atti coperti dal segreto d’ufficio e scarsa attenzione alla privacy dei cittadini. Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina, Francesco Marullo di Condojanni ha chiesto al Governo ed al Parlamento l’approvazione della riforma forense, ricordando che nel distretto di Corte d’Appello di Messina ci sono oltre 37.000 avvocati e quelli italiani rappresentano un terzo del totale dell’intera Europa. Naturalmente Marullo di Condojanni è molto meno ottimista del rappresentante del ministero di Giustizia ed ha sottolineato come le carenze negli organici dei magistrati siano sempre più gravi e danni ormai non cambia niente benché il ministro Alfano conosca benissimo la situazione del distretto giudiziario di Messina.
(foto Sturiale, tutti gli scatti della cerimonia su photogallery)
