Interventi a Maregrosso. La denuncia del Movimento Civico Messinese: “Dopo i clamori, i riflettori si sono spenti”

Interventi a Maregrosso. La denuncia del Movimento Civico Messinese: “Dopo i clamori, i riflettori si sono spenti”

Interventi a Maregrosso. La denuncia del Movimento Civico Messinese: “Dopo i clamori, i riflettori si sono spenti”

domenica 02 Maggio 2010 - 22:48

I rappresentanti del movimento guidato da Filippo Clementi invitano il dirigente responsabile ad attivarsi il prima possibile per la definitiva rimozione dell’amianto

Proseguono ormai da diverse settimana i lavori di pulizia e bonifica del litorale di Maregrosso, avviati congiuntamente dalla Capitaneria di porto e dall’assessore alla politiche del mare Pippo Isgrò. Ruspe e bobcat sono all’opera per cercare di ridare dignità ad una porzione di litorale da recuperare che per troppi anni è stata dimenticata. Con tutte le conseguenze che ciò ha comportato, prima fra tutte l’occupazione di baracche e capannoni da parte di alcuni nuclei familiari di cittadini rom che hanno trovato riparo nella zona di via Adrano e dintorni. Un’operazione non semplice, caratterizzata anche dalla necessità di intervento da parte di squadre specializzate nella rimozione dell’amianto, presente sulle tettoie di copertura di buona parte delle fatiscenti strutture presenti a Maregrosso, che hanno causato ulteriori rallentamento nell’attività di recupero dell’area.

A tal proposito interviene il Movimento Civico Messinese guidato da Filippo Clementi che sottolinea: “Dopo i clamori dei giorni scorsi, una volta spenti i riflettori la zona interessata dalle demolizioni è rimasta uno spettrale teatro di detriti. Malgrado i tentativi di riqualificazione del litorale, la burocrazia elefantiaca blocca ogni sforzo. A tutt’oggi, intoppi non meglio identificati, fanno si che l’amianto presente in grande quantità dopo la demolizione degli edifici abusivi sia ancora abbandonato sul posto, con grave nocumento per la salute pubblica ed intralcio al proseguimento dei lavori”.

I rappresentanti del movimento invitano dunque il dirigente responsabile per lo

smantilmento ad attivarsi immediatamente, saltando i cavilli burocratici, applicando le leggi vigenti in materia di rifiuti pericolosi e la normativa sui contratti pubblici. “I dirigenti – conclude Clementi – vengono pagati profumatamente in virtù dell’elevata responsabilità che contraddistingue il loro incarico, non si può bloccare tutto un meccanismo per evitare di assumersela”.

(foto Sturiale)

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