Inchiesta Nemo Sud, parla Fontana

Inchiesta Nemo Sud, parla Fontana

Alessandra Serio

Inchiesta Nemo Sud, parla Fontana

mercoledì 06 Maggio 2026 - 18:34

A che punto è l'indagine sul centro clinico per le malattie rare sotto i fari per i rapporti con Policlinico di Messina

Slitta a luglio la decisione del Giudice per le indagini preliminari sul caso Nemo Sud, l’inchiesta sul centro per le malattie genetiche rare e il Policlinico di Messina. Due gli unici indagati rimasti sotto i fari della procura, alla fine delle indagini preliminari, ovvero il professore Giuseppe Vita, ex direttore del centro, e Alberto Fontana, presidente della Fondazione Aurora onlus. Oggi era attesa la decisione del Gup Salvatore Pugliese sulla richiesta della Procura di sottoporre entrambi al vaglio del processo, ma l’udienza chiave è slittata al prossimo 8 luglio.

L’udienza preliminare

Intanto è cambiata l’accusa. Perché oggi il pubblico ministero ha modificato il capo di imputazione, specificando l’accusa con una specifica contestazione relativa al presunto interesse e vantaggio per la Fondazione Aurora onlus, citata tra i responsabili insieme ai due indagati. Alla luce dell’aggiornamento gli avvocati Bonaventura Candido, Elena Montalbano e Federico Triulzi, hanno quindi chiesto un rinvio per poter studiare la modifica, tecnicamente hanno invocato un termine a difesa, accordato dal Giudice che ha rinviato quindi tutto a luglio prossimo.

Vi racconto il mio Centro Nemo Sud

Prima, però, la parola è passata ad uno dei protagonisti della vicenda, ovvero Alberto Fontana, che ha chiesto ed ottenuto di rendere dichiarazioni spontanee. In una appassionata ricostruzione delle attività del Centro, Fontana ha raccontato tutti i passaggi e rivendicato la legittimità del suo operato.

L’inchiesta

Sul tavolo ci sono quindi solo le ipotesi d’accusa, formalizzata nella corruzione alla fine degli accertamenti dei Carabinieri e della Procura di Messina, e soltanto per i due principali protagonisti dell’inchiesta. Inizialmente la magistratura messinese aveva però spiccato diversi avvisi di garanzia, notificati anche ai diversi politici e manager pubblici che si sono susseguiti negli anni di gestione “esterna” al Policlinico del Centro, per poterli interrogare con le garanzie difensive. I sospetti della magistratura erano infatti relativi all’accreditamento della struttura da parte della Regione e i fondi pubblici così ottenuti.

Avviso di garanzia per manager sanitari e assessora regionale

Sono quindi usciti dalla vicenda: Giuseppe Laganga Senzio, ex direttore amministrativo del Policlinico, l’ex commissario straordinario Giuseppe PecoraroMario Giovanni Melazzini, ex presidente della fondazione Aurora onlus, Paolina Reitano, ex direttrice sanitaria del Policlinico, Marco Restuccia, direttore generale del Policlinico, l’ex assessore regionale alla Sanità Giovanna Volo.

L’indagine sul centro clinico

L’indagine, partita nel 2019 da una denuncia del professor Dattola e coordinata dal Pm Piero Vinci e dal vice procuratore aggiunto Rosa Raffa, era sfociata nei provvedimenti di interdizione e sequestro a maggio 2024. Dopo i primi interrogatori erano state revocate le sospensioni disposte in prima battuta mentre a ottobre successivo erano caduti anche i sequestri delle somme e dei beni. La richiesta di rinvio a giudizio “ristretta” sembra tenere conto degli sviluppi del procedimento.

Pazienti a difesa di Nemo Sud

In difesa del Centro Nemo sud, quando fu rescissa la convenzione, erano scesi in strada pazienti e sindacati. Secondo la Procura le criticità erano diverse, dalla convenzione ai criteri per l’accreditamento regionale (leggi qui: Volevano il Centro a tutti i costi)

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