Come annunciato chiuse tutte le attività dell'arcipelago siciliano ed interrotti i collegamenti. I consiglieri comunale intanto bloccano nuovamente il traghetto “Laurana-
Detto-fatto. Sciopero generale nei comuni dell’arcipelago eoliano per protestare contro la riduzione dei collegamenti marittimi tra la terraferma e le isole, gestiti dal gruppo Tirrenia della compagnia di navigazione Siremar. Come annunciato, gli abitanti delle isole siciliane hanno interrotto ogni attività in attesa che da Roma, dove è in programma l’incontro tra il ministro Matteoli e l’assessore regionale ai trasporti Titti Bufardeci , giunga qualche notizia.
Anche il mondo politico locale fa la sua parte nella giornata della mobilitazione. I consiglieri comunali dei quattro principali municipi delle isole hanno infatti nuovamente occupato il traghetto “Laurana- finché appunto dalla capitale non giunga qualche buona notizia. Secondo quanto previsto dal governo, stando così le cose, la riduzione dei collegamenti dovrebbe iniziare dal prossimo 14 gennaio.
E intanto da Roma c’è già chi rilascia le prime dichiarazioni sulla vicenda. È il senatore Gianpiero D’Alia che, sfruttando una similitudine, definisce il caso Siremar con “l’Alitalia del sud- ed invita il governo a garantirne le rotte: “La privatizzazione della Siremar sarebbe un grave errore che si ritorcerebbe sui cittadini delle isole: sosteniamo le proteste dei sindaci davanti al ministero dei Trasporti e ci auguriamo che dalla riunione in corso emergano soluzioni che non contemplino questa eventualità-.
L’esponente dell’Udc informa inoltre che al Senato esiste già una mozione (consultabile cliccando in basso su download), che impegna il Governo a bloccare il processo di privatizzazione, stanziando piuttosto risorse adeguate a garantire le rotte e a farsi promotore, assieme alla Regione Sicilia, di tavoli di concertazione.
