Un lavoratore della Cooperativa Futura al prefetto: la mia vita è un inferno

Un lavoratore della Cooperativa Futura al prefetto: la mia vita è un inferno

Un lavoratore della Cooperativa Futura al prefetto: la mia vita è un inferno

venerdì 14 Agosto 2009 - 08:48

Il dipendente si mantiene anonimo: -Chiedo che vengano rispettati i diritti di un lavoratore che ha intenzione di rimanere onesto-

Pubblichiamo integralmente la lettera di un dipendente della Cooperativa Futura:

All’Illustrissimo Sig. Prefetto

Dott. Francesco ALECCI

Messina lì; 30 Luglio 2009.

Illustrissimo sig. Prefetto dott. Francesco Alecci sono sempre io che le scrivo, XXXXXXXXXXX

Innanzitutto mi scuso per le giuste lamentele e La Ringrazio anche a nome dei miei colleghi (che si tengono fuori da questo rovente percorso) per il suo immediato interesse (riguardo la situazione Cooperativa sociale Futura).

Vorrei comunicargli che nella settimana a seguire dopo il suo intervento, il caro dottore (datore di lavoro) ha trovato i soldi per pagare lo stipendio di 2 mesi ai circa 20 dipendenti del settore Trasporto Disabili, lasciando indietro gli altri settori, vedi: Assistenza disabili alle scuole, Gag di Bordonaro, ecc.. ecc….

Il totale dei due stipendi si aggira ai 1.800 euro.

Ma come mai ha dovuto aspettare l’elemosinare i nostri diritti (attraverso Lei) per intervenire in minima parte ai suoi doveri?

A questo punto che cosa si è concluso?

Niente!

A me personalmente mi sono bastati per coprire soltanto una parte del conto in banca.

E quindi come vivo?

Se non fosse per la mia povera vecchia madre che con la sua pensione (pagando l’affitto dell’appartamento) offre a me ed ai miei figli un letto e un unico piatto, chissà che fine avrei fatto! Sicuramente il barbone in qualche angolo della città, oppure, esasperato avrei compiuto qualsiasi gesto che continuamente mi assilla la

mente, dando un esempio sbagliato ai miei figli che non hanno nessuna colpa e un grande dolore a mia madre.

Sicuramente succederà quello che si ripete da anni, e cioè:

Il caro dottore, con il pagamento di questi due scarsi stipendi (Marzo e Aprile) farà ammorbidire i vari ordini di controllo ed i vari politici ed assessori del settore, e continuerà a fare ciò che fin ora ha fatto!

Siamo quasi all’inizio del mese di Agosto, e la maggior parte delle persone di questa povera città vanno in ferie, figuriamoci i nostri cari signori politici, ecc…ecc….

Noi poveri disgraziati che facciamo riempire con il nostro lavoro le loro tasche, come viviamo in questo lasso di tempo?

Restando a casa (per chi ce l’ha) ed al massimo sorseggiare qualche bicchiere d’acqua, al contrario di loro che ridono, scialacquano, spendono e spandano alla nostra faccia!!!

Ma devo procurarmi una pistola per fare una rapina?

Non sarei capace.

Ma distruggere la mia persona Si; per non avere più vergogna davanti i miei figli che non posso mantenere.

Io come gli altri colleghi sicuramente arriveremo a Settembre senza stipendio.

Al lavoro dovrò sopportare i soprusi dei signori dirigenti, al contrario dei miei colleghi che per paura fanno buon viso a cattivo gioco.

Quello che accade in questa Cooperativa, all’interno del Comune di Messina e dei vari Enti del Settore Sociale e Lavorativo non lo sappiamo solo noi che ci lavoriamo, ma tutti i personaggi che ci girano intorno.

Sig. Prefetto chiedo che vengano rispettati i diritti di un lavoratore che ha intenzione di rimanere onesto.

Con la presente mi permetto di allegare un piccolo fascicoletto della maggior parte di articoli che sono stati pubblicati nel sito del quotidiano on line (Tempo Stretto) negli

ultimi due anni, e altro …; con la speranza che almeno Lei sig. Prefetto, che io stimo con tutta la mia fiducia, prenda a cuore questo caso così esasperato e lugubre.

La mia vita è un inferno, non dormo più, non ho voglia di vivere.

MI AIUTI ! Non siamo schiavi!!!

P.S. – Come lei può notare dal fascicoletto alcuni membri della cooperativa Futura che commentano i vari articoli, restano in anonimato per paura di ritorsioni.

Con la presente le porgo i miei più Cordiali Saluti!

Uno dei lavoratori

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