Otto unità del personale della società d’ambito affiancheranno gli uomini del vice-comandante Crisafulli per arginare il problema rifiuti nella zona nord. Già partito invece il servizio di controllo annunciato da Messinambiente
Si rema nella stessa direzione nel mare di rifiuti e spazzatura che purtroppo contraddistingue alcune zone della città. Dopo due giorni di incontri operativi tenutisi a Palazzo Zanca (sia oggi che ieri ndr), l’amministrazione ha fissato delle linee ben precise per arginare il fenomeno delle discariche abusive. Dopo le dichiarazioni rese qualche giorno fa a Tempostretto.it (vedi articolo correlato), dal direttore generale di Messinambiente Armando di Maria, in merito alla possibilità alla collocazione di vigilantes per cogliere in flagrante gli scaricatori abusivi,(servizio già partito), rassicurazioni in tal senso arrivano oggi anche dall’Ato3.
Il presidente della società d’ambito Antonio Ruggeri ha infatti annunciato che l’Ato3 affiancherà otto sorveglianti agli uomini della polizia municipale, per presidiare e controllare le zone nei pressi della riviera nord della città. La decisione è stata presa al termine di un vertice con il vice-comandante della Polizia Municipale Marco Crisafulli. Il programma, come detto, interesserà in prima battuta la zona nord della città, centro della movida notturna estiva, ma ben presto i controlli verranno estesi a tappeto su tutto il territorio.
Emblematiche a tal proposito le immagini forniteci qualche giorno fa dal direttore di Messinambiente sulla situazione dei rifiuti anche nella zone di Pontegallo, Rodia, Ortoliuzzo e Marmora, dove il problema della spazzatura che fuoriescono dai cassonetti fino ad occupare parte del marciapiedi e della carreggiata adiacenti, non sembra conoscere sosta. Con effetti che si ripercuotono sia sul fronte igienico-sanitario, sia su quello dell’evidente ed oggettiva mancanza di consapevolezza nella raccolta differenziata, nota dolente della città dello Stretto. Va infatti ricordato che sulla base della nuova normativa regionale, i comuni che non riescono a raggiungere il limite del 20%, (Messina si trova attualmente al 5%) rischiano pesanti sanzioni, compresa la possibilità di commissariamento dell’ente.
Sebbene dunque a Palazzo Zanca si cerchi di fare il possibile per cercare di raggiungere un obiettivo di “vitale” importanza, con l’apertura dei CCR, con la possibilità della raccolta porta a porta, con l’introduzione di appositi contenitori (750) per la raccolta della frazione umida, la vera risposta è quella che dovrà arrivare dalla cittadinanza. Ma propri i cittadini, forse anche a causa di una campagna di informazione che tarda ad arrivare, appaiono ben poco interessati al raggiungimento dell’obiettivo che, sanzioni a parte, ridonerebbe a Messina quel tocco di vivibilità che troppo spesso e da troppo tempo manca.
(foto Messinambiente)
