Dopo un breve incontro con il dirigente Maria Canale i baraccati hanno raggiunto Piazza Muncipio. Domani una delegazione ricevuta dal sindaco
Gli abitanti di via Bisignano e Asilo Nido dopo aver ottenunto un breve colloquio con il dirigente Maria Canale hanno raggiunto Palazzo Zanca per far nuovamente presenti le loro rimostranza agli -inquilini- del Comune. Ad accoglierli il consigliere Pippo Capurro che, così come fatto ieri duarante l’occupazione dello svincolo di San Filippo, ha ascoltato le richieste dei cittadini.
Quest’ultimi hanno chiesto di poter parlare con il primo cittadino Giuseppe Buzzanca che si trova però fuori Messina. A riceverli dunque il capo di Gabinetto Ruggeri che ha promesso loro un appuntamento con il sindaco. L’incontro, salvo cabiamenti è stato fissato per domani. Intanto dall’incontro avuto con il dirigente Maria Canale è stata prospettata l’eventualità di poter assegnare gli alloggi di Casa Arcobaleno, occupati abisviamente, ai residenti via Bisignano. Possibilità che non sembra però riscuotere grande successo.
I baraccati, intenzionati a far valere il loro diritto, tirano infatti fuori dal cilindro un documento che avrebbe sottoscritto l’allora assessore al risnamento Angela Bottari con i responsabili del quartiere e sulla base del quale i 60 alloggi San Filippo sarebbero dovuti essere così suddivisi: 40 ai residenti di Fondo Saccà e 20 a quelli di via Bisignano. Sarà questa, con tutta probabilità, la tesi che domani i baraccati sosterranno davanti al sindaco.
Sul fronte risanamento, dunque, una giornata intensa quella di ieri, un’altrettanta mattinata ricca di proteste quella odierna. Gli abitanti di via Bisignano e Asilo Nido, infatti, questa mattina si sono dati appuntamento alla sede dell’assessorato al Risanamento di via Trento in attesa di poter incontrare, ancora un volta, l’assessore Pippo Rao. Le rassicurazioni fornite dunque ieri da quest’ultimo, recatosi insieme al consigliere Capurro presso il tratto della SS114 bloccato dai baraccati, non sembrano aver dato l’esito sperato o più semplicemente i residenti dei due comprensori in attesa di alloggio, non hanno alcuna intenzione di far calare l’attenzione sulla “loro- emergenza abitativa.
