Maltempo. I maggiori danni a Tremestieri, in Veglia e via Carbonara

Maltempo. I maggiori danni a Tremestieri, in Veglia e via Carbonara

Maltempo. I maggiori danni a Tremestieri, in Veglia e via Carbonara

mercoledì 02 Febbraio 2011 - 16:24

Sopralluogo congiunto di Comune e Capitaneria di Porto, le verifiche proseguiranno nei prossimi giorni

E’ Tremestieri la zona più colpita dal maltempo che per tutta la giornata di ieri non ha dato tregua alla città dello Stretto. Il sole di questa mattina ha permesso di poter effettuare una stima precisa dei danni causati dalla mareggiate in via Veglia e via Carbonara, esattamente come nel dicembre del 2004. Nel corso del sopralluogo di questa mattina voluto dal sindaco Buzzanca e dall’assessore Isagrò, di concerto con la Capitaneria di Porto e la squadra tutela del territorio della Polizia municipale, sono state constatate situazioni di possibile abusivismo edilizio (verande, superfetazioni, garage, ricoveri barche etc,) riscontrabili nell’area antistante la spiaggia, più esposta all’azione dei marosi.

“Le verifiche proseguiranno nei prossimi giorni – ha confermato Isgrò – “si potrà avere una visione più chiara dello stato dei luoghi”. Il rappresentante della giunta ha sottolineato inoltre che dal “confronto della aerofotogrammetria di oggi e di quelle del passato, emerge una costante erosione della fascia costiera, oggi valutata dagli esperti tra i 40 ed i 50 metri”. Alla luce di tali problemi l’assessore chiederà alla Capitaneria di Porto una nuova riparametrazione di tutta la fascia costiera cominciando dalla zona di via Carbonara ed anche per il tratto di arenile nella zona di Torre Faro, dinanzi la strada comunemente definita “Marina di Fuori”, oggi intitolata al sen. Francesco Arena.

Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, l’art. 822 del Codice civile Demanio pubblico precisa infatti che: “appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale. Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; gli immobili riconosciuti d’interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia, le raccolte dei musei, delle pinacoteche degli archivi, delle biblioteche; e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico.

L’articolo 32 del Codice della Navigazione per la delimitazione di zone del demanio marittimo indica che “ Il capo del compartimento, quando sia necessario o se comunque ritenga opportuno promuovere la delimitazione di determinate zone del demanio marittimo, invita, nei modi stabiliti dal regolamento, le pubbliche amministrazioni e i privati che possono avervi interesse a presentare le loro deduzioni e ad assistere alle relative operazioni”.

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