Lo ha comunciato il Procuratore Capo Guido Lo Forte con una nota inviata alla Corte d'Assise d'Appello
Il maxiprocesso d’appello Mare Nostrum continua ad offrire colpi di scena a ripetizione. Oggi,nell’aula bunker del carcere di Gazzi, si è scoperto che la Procura di Messina ha aperto un nuovo fascicolo sull’omicidio del giornalista della Sicilia Beppe Alfano. A rivelarlo, con una nota inviata al presidente della Corte d’Assise d’Appello, il Procuratore Capo Guido Lo Forte. Il documento, letto integralmente in aula, fa seguito ad un precisa richiesta di chiarimenti della Corte dopo che il sostituto procuratore di Barcellona Olindo Canali (con un fax inviato alla Procura Generale) ha ammesso di essere l’autore delle esplosiva lettera anonima in cui si mette in dubbio l’attendibilità del collaboratore di giustizia Maurizio Bonaceto e dunque lo stesso esito del processo per l’omicidio Alfano.
Nella nota Lo Forte precisa che alla Procura di Messina non sono pendenti procedimenti penali riguardo le circostanze e le modalità della collaborazione di Bonaceto. Ma conferma che “è pendente nella fase delle indagini preliminari un procedimento a carico di ignoti per l’omicidio Alfano nell’ambito del quale è stata acquisita copia del memoriale riconducibile al sostituto procuratore Canali”.
Il procedimento ha già mosso i primi passi. Il sostituto della DDA Rosa Raffa, infatti, ha sentito il collega Canali, l’appuntato dei Carabinieri Piero Campagna, ed il maresciallo Sebastiano Zingales entrambi presenti quando Canali prese a verbale il pentito Bonaceto. L’inchiesta intende far luce sulle dichiarazioni di Canali contenute nella missiva esibita alla Corte d’Assise d’Appello dall’avvocato Franco Bertolone che la trovò nella buca delle lettere. Canali parla di una verità diversa da quella emersa dal processo per l’omicidio Alfano e fa i nomi di persone che sarebbero a conoscenza dei fatti. E sottolinea come il presunto mandante starebbe scontando una condanna all’ergastolo per un omicidio che non ha commissionato
Il riferimento è al boss barcellonese Giuseppe Gullotti, condannato al carcere a vita con sentenza definitiva. L’esecutore materiale Antonino Merlino è stato, invece, condannato a 30 anni di reclusione.
Il collegio di difesa aveva chiesto di acquisire agli atti del processo Mare Nostrum la lettera anonima. Richiesta respinta dalla Corte proprio perché il documento non era firmato. Dopo il riconoscimento della paternità da parte di Canali e la nota inviata da Lo Forte, che ha ammesso di un procedimento avviato sul delitto Alfano, la missiva entra a pieno titolo a far parte del dibattimento.
