Stamattina all'Ufficio provinciale del Lavoro ripresi i colloqui tra la Cgil e la proprietà
Per gli stipendi sarebbe solo una questione di tempo. Per il lavoro si vedrà domani. Nell’incontro di stamattina all’Ufficio del Lavoro, gli amministratori della società -Molini Gazzi- hanno rassicurato il sindacato che hanno intenzione di pagare gli stipendi arretrati. Il problema, adesso, è che tutti i beni della società stessa sono in mano al giudice fallimentare, che sta curando i passaggi del concordato preventivo, come chiesto dalla -Molini Gazzi-.
In base a questa forma concordataria, prevista nella legislazione fallimentare, la società in crisi può comunicare al tribunale di mettere una somma a disposizione della solvenza delle pendenze, e chiedere al giudice di convocare i creditori per raggiungere un compromesso. Durante questo passaggio l’azienda non può disporre dei beni.
Su questo punto si è registrata una divergenza di opinioni tra il sindacato, appoggiato dallo stesso direttore dell’Ufficio provinciale, e gli amministratori. Il primo sostiene che per pagare lavoratori (che sono creditori privilegiati) non necessiti l’autorizzazione del giudice, i secondi, temendo conseguenze penali, seguono la strada della richiesta al giudice. In ogni caso l’azienda è stata invitata a fare richiesta urgente, e il giudice non dovrebbe avere motivi per opporsi.
La società ha i soldi per pagare, quindi, ma i lavoratori non avevano dubbi su questo, tanto che nell’incontro della settimana scorsa con la proprietà avevano avanzato prioritariamente la richiesta dei pagamenti. La società aveva, invece, subordinato il pagamento alla definizione delle pratiche per la mobilità. E da allora non si era mosso più niente. Per quanto riguarda la mobilità, su cui i confronti erano già partiti, e poi fermati per aspettare stipendi, domani è previsto un incontro tra i lavorato, la società e Confindustria per riprendere il percorso.
