Centinaia gli imprenditori agricoli siciliani aderenti alla Coldiretti che questa mattina si sono mobilitati contro l’arrivo di tir provenienti dall’estero e carichi di merci destinate al mercato locale
Questa mattina hanno occupato in centinaia il molo di Tremestieri “accodandosi” alla mobilitazione partita ieri dal valico del Brennero. Protagonisti della protesta, gli imprenditori agricoli siciliani aderenti alla Coldiretti, che a partire dalle 8, ed in contemporanea con diverse altre città italiane, hanno pian piano avvicinato i tir carichi di merci provenienti dall’estero e dirette al mercato siciliano. I lavoratori agricoli hanno manifestato per tutelare la produzione locale ed opponendosi all’invasioni di merci estere che “macchiano” il buon nome delle specialità italiane.
Miccia scatenante della protesta, la produzione in Germania della mozzarella blu contaminata, distribuita poi in tutta Europa con etichette del Bel Paese. Un “oltraggio” che gli imprenditori del settore hanno legittimamente ritenuto inaccettabile, tornando così a ribadire la necessità di identificare con appositi elementi identificativi la provenienza e la qualità di tutti i prodotti.
Gli agricoltori scorteranno i tir in arrivo fino alla destinazione, dove un ”Comitato di accoglienza” svolgera’ ulteriori verifiche che la merce arrivata non venga confusa con quella locale. Le automobili sono identificate da grandi scritte inneggianti alla filiera agricola tutta italiana, che mira a ridurre i passaggi, e soprattutto che gli scandali alimentari non vengano pagati dai produttori onesti e dai consumatori.
Ma come detto la protesta di Messina, non è stata l‘unica. La Coldiretti ha infatti effettuato un vero e proprio blitz nel porto di Bari: motonavi con a bordo i coltivatori della confederazione sono salpate all’arrembaggio di due navi cariche di grano extracomunitario e ancorate al porto di Bari mentre centinaia di coltivatori manifestano sulle banchine. “L’iniziativa – si legge in una nota – e’ stata decisa in occasione della Giornata Nazionale dell’ Anticontraffazione-, nell’ambito della mobilitazione nazionale a difesa del Made in Italy per impedire che vengano spacciati come pane e pasta italiani quelli ottenuti con grano importato. La nave Federal Danube proveniente dal Quebec e battente bandiera cipriota, e’ carica di 23 mila tonnellate di grano e l’altra, la Pyrgos proveniente da Antigua – Barbados, di cui batte anche bandiera, con un carico di 4mila tonnellate di grano. Un pacco di pasta su tre – denuncia la Col diretti – e’ fatta con grano straniero ma i consumatori non lo sanno perche’ non e’ obbligatorio indicare la provenienza in etichetta. Un traffico che , si sottolinea, favorisce le speculazioni dal campo alla tavola con un chilo di grano che e’ venduto in Italia, su valori simili a quelli di venti anni fa, al prezzo di circa 16 centesimi mentre un chilo di pane e’ acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,65 euro al chilo, con un ricarico del 1500 per cento.
(foto Dino Sturiale. Su photogallery gli altri scatti)
