E’ iniziata in serata, con un certo ritardo sui tempi previsti, l’autopsia sul corpo di Giovanna Russo, la donna morta sabato pomeriggio al Papardo dopo essere stata colpita dal virus dell’influenza di tipo A H1N1.
Solo intorno alle 18,30, infatti, il sostituto procuratore Adriana Sciglio ha conferito l’incarico a tre esperti palermitani. Si tratta del dottoressa Antonina Argo, del dottor Emiliano Maresi e del dottor Andrea Di Gregoli dell’Istituto di Biotecnologie mediche dell’Università di Palermo.
I tre subito dopo hanno raggiunto l’obitorio del Policlinici dove hanno avviato l’esame che potrebbe concludersi in piena notte.
Poi avranno sessanta giorni di tempo per comunicare al magistrato l’esito dell’esame e cioè le cause della morte della signora Russo.
Gli esperti dovranno stabilire se la donna sia morta perché colpita dal virus dell’influenza A H1N1 e se fosse affetta da patologie che si sarebbero rivelate fatali. In realtà sia la sorella che i medici hanno confermato che Giovanna Russo non soffriva di broncopolmonite. Anzi, dopo il primo tampone faringeo risultato positivo fu sottoposta ad un secondo tampone che invece si è rivelato negativo. Segno che l’influenza era stata debellata. Gli esperti dovranno, dunque capire come mai sabato pomeriggio sono sopraggiunti gravi problemi respiratori che hanno provocato la morte della professionista messinese.
Intanto proprio stamattina si era registrata la prima svolta nell’inchiesta. Il sostituto procuratore Adriana Sciglio, ha inviato 20 avvisi di garanzia per gli accertamenti tecnici non ripetibili. Il magistrato li ha firmati nella serata di ieri e stamattina gli uomini della sezione di Pg della Polizia Municipale li hanno notificati. Gli avvisi hanno raggiunto tutti i medici che hanno avuto in cura la donna sia nel reparto di Malattie dell’apparato respiratorio e sia in quello di Rianimazione del ‘Papardo’. Ma i provvedimenti sono stati notificati anche ai sanitari del laboratorio specializzato di Palermo in cui sono stati realizzati i due tamponi faringei.
Il procuratore capo, Guido Lo Forte, ha spiegato che gli avvisi di garanzia sono solo un atto dovuto, per tutelare i destinatari.
-Il nostro ufficio sta lavorando per fare chiarezza su un caso che sta determinando anche allarme sociale- ha detto Lo Forte. Il procuratore capo ha confermato che l’inchiesta punta a far luce su un decesso attorno al quale si sono accesi i riflettori dell’intero Paese. -La Procura – ha sottolineato – vuole chiarire se la morte della paziente e’ stata determinata dall’influenza, anche alla luce delle dichiarazioni di sua sorella. Le ipotesi teoriche quindi sono tre: o il virus e’ diventato killer, o c’e’ stata una particolare interazione tra l’A/H1N1 e una patologia diversa o le cure dei medici non sono state adeguate-.
