Sarà ascoltato domattina per rogatoria il boss di Giostra, Giuseppe Mulè, arrestato sabato sera a Scafati, in Campania, dopo 3 mesi di latitanza. I pm Maria Pellegrino e Rosa Raffa della Dda hanno rinunciato a chiedere il trasferimento del malvivente nel carcere messinese, almeno per il momento. Mulè sarà quindi ascoltato per rogatoria dal Gip del Tribunale di Salerno, domattina stessa, assistito dal difensore storico, l’avvocato Nunzio Rosso.
Intanto, i carabinieri del Reparto Operativo, che hanno catturato il latitante, proseguono le indagini per capire dove e come il boss ha potuto darsi alla macchia e rimanerci per quasi cento giorni, passando dall’isolato 13 di Giostra, la residenza -fortino-, dove è rimasto nascosto all’inizio della latitanza. Per poi spostarsi a Catania e da lì, quando ha sentito il fiato sul collo degli investigatori, in Campania.
E’ stata proprio una telefonata partita da Messina verso il salernitano a permettere ai militari del Reparto Operativo di spostare le propie attenzioni in quella regione. Dove, a Scafati, Mulè si nascondeva forse già da un mese, ospite di una coppia di disoccupati che, sebbene incensurati, gravitavano nell’ambito di un clan camorristico della zona, sgominato dalle forze dell’ordine circa un anno fa.
