Messina è ultima in classifica, a parimerito con Palermo, Foggia e Macerata. Reggio è al 32° posto, fuori di pochissimo dai 'meritevoli'
Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il ‘pacchetto Università’, una riforma firmata dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.
Per la prima volta in Italia il ministero ha deciso di assegnare i fondi sulla base di un criterio meritocratico.
Il provvedimento prevede che il 7% del fondo dei finanziamenti ordinari (525 milioni di euro) sia distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica delle singole università, rivoluzionando il precedente sistema di finanziamenti a pioggia senza alcuna considerazione del successivo utilizzo di questi fondi.
Dall’anno accademico 2009/2010, i due terzi di questi 525 milioni saranno assegnati in base alla qualità della ricerca, e un terzo in base alla qualità della didattica.
Il pacchetto, però, non si ferma qui e ha previsto una razionalizzazione dei corsi di laurea con un taglio di quelli inutili: già negli ultimi mesi il 20% dei corsi di laurea è stato abolito e con l’approvazione di questo ‘pacchetto’ sarà possibile ridurne altri ancora.
La rivoluzione del sistema universitario vede anche la nascita di un nuovo sistema di valutazione delle università, grazie al quale saranno premiati gli atenei più virtuosi sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente dalla CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.
A valutare la qualità e i meriti degli atenei e degli enti di ricerca ci penserà l’Anvur, (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca). Le rilevazioni prodotte saranno determinanti per distribuire questo 7% del fondo di finanziamento ordinario alle università e agli enti di ricerca che raggiungeranno i risultati migliori.
L’Anvur valuterà l’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro. Inoltre, valuterà le strutture delle università e degli enti di ricerca, i corsi di studio universitari, i dottorati di ricerca, i master universitari e le scuole di specializzazione, la qualità e i risultati dei progetti ricerca, così come l’acquisizione di finanziamenti esterni, l’attivazione di rapporti di collaborazione e lo scambio di ricercatori con soggetti pubblici e privati.
Da una prima analisi della situazione emerge che l’Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le università migliori in base ai nuovi parametri.
In particolare, Trento ottiene 6 milioni in più, il politecnico di Milano 8, Bologna 5, Padova 4. A Foggia invece viene tolto 1 milione di euro, a Macerata 1,13 milioni.
Gli Atenei Italiani sono 54: i primi 27 avranno un aumento dei fondi e gli ultimi 27 invese subiranno una riduzione.
Ecco la classifica, in ordine dall’alto verso il basso, delle Università più virtuose secondo alcune indiscrezioni.
PROMOSSE (avranno più finanziamenti):
Trento
Torino (Politecnico)
Milano (Politecnico)
Bergamo
Genova
Milano (Bicocca)
Roma (Foto Italico)
Torino
Udine
Tuscia
Milano
Venezia
Chieti
Padova
Insubria
Bologna
Roma (Tor Vergata)
Ferrara
Cosenza
Modena e Reggio Emilia
Marche (Politecnico)
Pisa
Piemonte orientale
Sannio di Benevento
Pavia
Verona
Bari (Politecnico)
BOCCIATE (avranno meno finanziamenti):
Brescia
Perugia
Roma Tre
Parma
Reggio Calabria
Salerno
Lecce
Venezia
Catanzaro
Napoli
Catania
Bari
Napoli (Parthenope)
Cagliari
Roma (La Sapienza)
Teramo
Cassino
Molise
Camerino
Napoli (L’Orientale)
Napoli (Seconda università)
Basilicata
Sassari
Messina
Palermo
Foggia
Macerata
Messina, Palermo, Foggia e Macerata a quanto pare sono a pari merito all’ultimo posto.
I dati e le valutazioni complete, comunque, saranno online sul sito del Ministero a partire dal 29 luglio.
