Il prefetto Alecci informa di avere già interssato della questione gli organi competenti
Un conflitto di competenze. Questo, in estrema sintesi, il motivo del mancato pagamento delle 65 ditte intervenute nelle frenetiche giornate post primo ottobre nei comuni di Scaletta Zanclea e Itala (vedi articolo correlato). Questa la ragione che oggi ha spinto i titolari delle imprese (alcune delle quali sull’orlo del fallimento proprio a causa delle cifre non corrisposte) a manifestare di fronte il palazzo del governo nella speranza di poter ottenere l’intervento e la mediazione del prefetto Alecci. E proprio Alecci ha fatto sapere di aver già informato del problema i rappresentanti del governo nazionale.
Ma facciamo un passo indietro fino ai giorni di ottobre, quando cioè le ditte hanno dato il via all’opera di smaltimento di fango e detriti accumulatisi a seguito delle colate di fango. Ciò sulla base dell’ordinanza siglata dal sindaco di Scaletta Zanclea, datata 3 ottobre, e inoltrata ai Dipartimenti Nazionale, Regionale e Provinciale di Protezione Civile, al commissario straordinario per l’emergenza Raffaele Lombardo e alla presidenza del Consiglio dei Ministri. “Ai sensi della suddetta ordinanza – ribadiscono oggi gli imprenditori – il commissario regionale veniva delegato a provvedere tra l’altro al rimborso degli oneri sostenuti dai datori di lavoro, e volontari per gli interventi effettuati, ivi compresi dunque i titolari delle ditte tempestivamente intervenuti”.
Ad oggi però di questi rimborsi neanche l’ombra e ciò, come detto, a causa di un conflitto di competenza legato al rilascio di alcune autorizzazioni: “Secondo quanto ci è stato spiegato dal Protezione civile regionale, il motivo per cui ancora non abbiamo percepito alcun compenso, dipenderebbe dal fatto che per operare non siamo stati investiti di nessuna formale autorizzazione da parte della stessa Protezione Civile. E ciò –concludono – nonostante l’ordinanza firmata dal soggetto attuatore avesse esplicitamente previsto e richiesto l’intervento di ditte specializzate per lo smaltimento dei detriti”.
Elena De Pasquale
(correlato in basso l’articolo sul documento firmato dai titolari delle ditte)
(foto Sturiale)
