Avrebbero imposto il pizzo ad un giostraio di Falcone
Tutti condannati a cinque anni e quattro mesi di reclusione i tre postini del pizzo, vicini al clan dei mazzarroti che avevano tentato di estorcere denaro ad un giostraio di Falcone. Il Gup Maria Vermiglio ha condannato con il rito abbreviato per Francesco Ignazzitto, 50 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto, l’albanese Zamir Dajcaj, 36 anni, residente a Terme Vigliatore e Carmelo Salvatore Trifirò, 37 anni di Terme Vigliatore. I tre erano stati arrestati nel settembre del 2009 dalla Polizia a seguito della denuncia della vittima.
Secondo l’accusa i tre, considerati legati al boss Tindaro Calabrese, nel 2006 si presentarono una prima volta dal giostraio e gli lasciarono due bottiglie incendiarie davanti al luna park.
Poi contattarono l’uomo e gli chiesero 30 mila euro per chiudere la vicenda. Quei soldi del resto dovevano servire, così dissero, per “gli orfanelli dei carcerati del clan-.
Per qualche anno il giostraio riuscì a tenere a bada gli estortori evitando di pagare. Parlo anche con Ignazzitto, un mediatore indicato dai taglieggiatori. Di contatto in contatto la vittima riuscì sempre a farla franca, Ma quando l’anno scorso gli emissari furono arrestati nelle operazioni antimafia Vivaio e Pozzo, il giostraio fu nuovamente avvicinato. Questa volta proprio Ignazzitto lo minacciò pesantemente. Così al giostraio non rimase nient’altro da fare che rivolgersi agli uomini del commissariato di Patti, facendo scattare gli arresti dell’operazione “Luna Park”.
