Le ditte, come spiega in un ordine del giorno il consigliere Ansaldo, hanno ottenuto solo il 30% delle somme spettanti. 1mln 419 euro la cifra complessiva che ancora deve essere corrisposta. Su DOWNLOAD il prospetto completo riportante i nomi delle imprese e le cifre spettanti
I mesi passano ma molti conti sono ancora “aperti”. Come quelli delle 23 imprese intervenute nei giorni di prima emergenza nelle zone colpite dall’alluvione, che ora battano cassa alla “porte” dell’ufficio del soggetto attuatore e del commissario straordinario Raffale Lombardo, per vedere definitivamente saldate le somme anticipate per prestare immediato soccorso nei territorio “avviliti” dall’acqua e dal fango. Un “diritto” del costo complessivo di 1 milione 419.868.79 euro, di cui si è fatto portavoce il consigliere comunale Pippo Ansaldo presentando, nel corso dell’ultima seduta del civico consesso, un ordine del giorno, sottoscritto da numerosi colleghi, nel quale si chiede un immediato intervento da parte degli organi preposti per scongiurare il tracollo di molte delle ditte impegnate nei giorni dell’alluvione.
Secondo quanto evidenziato da Ansaldo, infatti, sono soprattutto le imprese di piccole dimensioni che, dopo essersi fatte carico di spese non ancora rimborsate, navigano in pessime acquei: alcune di esse, specifica il consigliere, si trovano in uno stato pre-fallimentare che ne mette a rischio la stessa esistenza e con essa centinaia di posti di lavoro. Ad oggi, le imprese che hanno terminato il lavoro entro il 31 dicembre 2009, si sono viste accreditare solo il 30% di quanto pattuito e “tutt’ora si assiste ad un inqualificabile un rimbalzo di responsabilità – sottolinea Ansaldo – tra settori tecnici e amministrativi dell’Ufficio commissariale e il dirigente della Regione Siciliana, i quali chiedono continui aggiornamenti di certificazioni che inevitabilmente, con il trascorrere dei giorni, scadono e quindi vanno ulteriormente riaggiornati provocando ulteriore danno economico alle ditte”.
L’immagine sembra dunque quella di un cane che continua a mordersi la coda senza dunque mai giungere ad una soluzione. Il rappresentante comunale condanna poi l’atteggiamento di sospetto che l’intera cittadinanza ha riservato alle stesse imprese nonostante “i fatti comprovati dalla magistratura abbiano invece dimostrato la regolarità e la trasparenza degli atti che l’ufficio commissariale ha portato avanti con le realtà imprenditoriali in questione”. Una trasparenza che tuttavia, viene da aggiungere, sembra ora venire a mancare. Appare dunque necessario che alle parole si accompagnino fatti concreti, anzi numeri e cifre.
E proprio per restare in tema di “zeri”, cliccando su DOWNLOAD vi proponiamo l’elenco completo delle aziende coinvolte, l’importo dei contratti pattuiti, i lavori effettuati nei mesi di ottobre, novembre e dicembre comprese le attività di trasporto in discarica o scarico materiali e le somme che devono ancora essere corrisposte a ciascun impresa.
