Il potere delle idee, le possibilità della mente umana, il supporto della tecnologia alla scienza. Sono questi i temi principali su cui Michael L.J. Apuzzo, professore di Neurochirurgia e Radioterapia presso la Keck School of Medicine della University of Southern California (Los
Angeles), ha focalizzato l’attenzione durante la sua lectio magistralis, il 21 maggio, nell’aula magna dell’Università di Messina.
«È un grande privilegio, ha sottolineato il rettore, Francesco Tomasello, ospitare il prof. Apuzzo, che non è qui solo in veste di neurochirurgo, ma soprattutto in quanto ricercatore e accademico di
prima grandezza».
Idea, progresso, modernismo, queste le parole chiavi della lezione, tenuta di fronte al Senato accademico e a una platea di ricercatori, medici, docenti e studenti.
Apuzzo, neuorochirurgo, ma anche amante della pittura, della musica, dello sport, sceglie proprio le sue passioni per illustrare ideali di modernità. Lo fa attraverso la storia, quella dell’arte, del cinema,
dell’architettura; vengono prese come esempio le esperienze di chi, in passato, con la sua vita e con il suo lavoro, è stato espressione concreta di modernità. Da Picasso a Kandinsky, da Le Corbusier a Diego Rivera, da Fellini ad Antonioni fino al ruolo di Charlie Chaplin in “Tempi moderni-.
Per ognuno di essi viene proiettata un’opera che simboleggi questa attenzione dominante per il nuovo, per il moderno. Di particolare significato il murales di Rivera “L’uomo con il controllo
dell’Universo-, ( Palazzo delle Belle Arti di Città del Messico); modello di essere umano che ha il compito di tenere in mano l’universo.
«Come chirurgo, ha evidenziato Apuzzo, sono chiamato a relazionarmi con un universo ben preciso: quello della medicina». In questo mondo la tecnologia entra in gioco in maniera decisiva, il progresso fornisce continua linfa alla scienza e da sostegno alle idee, vero motore portante.
In neurochirurgia, in particolare, grazie alla nanotecnologia, è possibile diagnosticare in tempo potenziali disturbi, ottenendo – anche negli interventi – risultati di estrema precisione.
Si parla anche di microscopia con nanotubi e microchip in silicone. I miglioramenti sono sostanziali in termini di tempo e sicurezza.
Proiettato sempre in avanti, il prof. Apuzzo – a cui l’Università di Messina ha voluto donare come riconoscimento un diploma e una medaglia – non ha mai abbandonato quello che è stato il
tema centrale delle sua relazione: la modernità che non ha limite.
“Sono contento – ha ribadito – che quando c’è un’idea la scienza ci consenta di metterla in pratica, perché idee geniali possono sviluppare prospettive di crescita importanti. Ma per far si che questo avvenga, occorre reinventare la figura del neurochirurgo imparando anche da Le Corbusier, quando, in un suo libro ci dice di andare avanti, di abbandonare gli strumenti del passato per concentrare attenzioni ed energie sulle potenzialità del futuro-.
Il prof. Apuzzo, da oggi fino a domenica, sarà a Taormina dove si tiene un corso riservato a 80 giovani neurochirurghi che potranno apprenderanno da maestri italiani e stranieri i segreti del mestiere.
