Da oltre un mese vivono in mezzo a liquami, topi e blatte. Ma nessuno ha ascoltato le loro richieste
Al Rione Garufi i residenti vivono in pessime condizioni da più di un mese ma, almeno stando a quanto da loro dichiarato, nessuna delle autorità competenti ascolta il grido di chi chiede solamente di condurre la propria vita in maniera dignitosa.
Ecco arrivare allora l’unica scelta ritenuta possibile, quella di rivolgersi alla stampa e manifestare tutta la loro rabbia.
“Siamo diverse famiglie del suddetto Rione Garufi; da oltre un mese siamo costretti a vivere in un incubo, e, come fanno tutte le persone civili, abbiamo chiesto aiuto a tutti gli organi competenti ma nessuno ci ascolta… Amam, Comune di Messina, Vigili Urbani…
Non sappiamo più a chi rivolgerci… siamo letteralmente disperati ed esasperati…
Adesso ci rivolgiamo alla stampa per far conoscere quali crude realtà esistono a Messina nell’indifferenza generale dove i servizi e l’assistenza al cittadino latitano… non esistono!!!
Liquami da fogna ovunque, accompagnati da insopportabile e vomitevole puzza, blatte e topi che fanno passeggiate salutari in questo orrendo spettacolo di era primitiva, i nostri figli segregati in casa obbligatoriamente con le finestre serrate, paura di contrarre malattie come al tifo e come al colera!!! Questa è Messina, triste ma vero!
Purtroppo a nostre spese e sulla nostra pelle dobbiamo constatare che l’educazione e la civiltà non trovano riscontro nella nostra città, ripetute segnalazioni ed infinite richieste di aiuto finite sicuramente in binari chiusi ed in disuso.
Siamo stanchi di sopportare questa indifferenza generale che continua a far scivolare Messina nel baratro più profondo e noi residenti nella disperazione…
Invitiamo TUTTI, ad uno ad uno, a stare 24 ore in una delle nostre case, pensiamo che nessuno resisterebbe una sola ora, ma noi no, noi no… non abbiamo scelta alcuna e dobbiamo sopportare, però solo fin quando la ragione e la pazienza ci accompagneranno-.
(Nella photogallery le immagini della zona riprese dagli stessi residenti)
