I lavoratori, senza stipendio da due mesi: «Messina deturpata, defraudata, persa, usata, malmenata a colpi di indifferenza»
Sono esasperati i lavoratori dell’Ente Autonomo Fiera di Messina ed esprimono la loro situazione in poche parole, cariche di significato: «La politica non può calpestare la dignità del lavoratore».
Un concetto che dovrebbe essere chiaro, ma evidentemente così non è dato che ancora attendono la nomina del Commissario del’ente e che, perdurando la situazione attuale, «saranno costretti ad agire a loro tutela in tutte le sedi».
La lettera odierna, che scrivono alle sfere più alte della politica cittadina e regionale, fa da seguito a quella stilata ieri dai consiglieri capogruppo dell’Mpa alla Provincia e al Comune, Roberto Cerreti e Sebastiano Tamà (vedi articolo correlato).
Pubblichiamo integralmente il pensiero dei dipendenti dell’ente:
«Da circa 10 anni l’Ente Autonomo Fiera di Messina è Commissariato. I dipendenti che via via sono andati in pensione o hanno avuto la fortuna di poter scegliere un altro posto di lavoro non sono stati “rimpiazzati”. Il quartiere fieristico, fra i più belli degli anni ’40-‘50, è andato nel tempo degradandosi. L’attività dell’Ente, è andata avanti senza programmazione, senza un progetto condiviso, facendo lievitare debiti, con la diffidenza dilagante, con la noncuranza e nella completa latitanza delle istituzioni e degli organi di controllo. Dal dicembre 2000 si susseguono i commissari nominati: per la normale amministrazione; per la trasformazione in S.p.a.; per la continuazione della tradizionale Campionaria; per recuperare qualche posto di lavoro, per il pagamento di qualche debito, per non mandare a casa 15 dipendenti, per passerelle istituzionali, per proclami e promesse del politico di turno. Non si è mai avviato un piano industriale per il rilancio dell’Ente. Nel mese di settembre 2008 l’assessore regionale alla cooperazione in un incontro con i dipendenti della Fiera di Messina prospetta nuovi orizzonti: si sta studiando il modo di realizzare il Polo Fieristico Regionale. Per tale progetto abbiamo a disposizione circa € 7.000.000,00. La cabina di regia sarà regionale ed ogni provincia siciliana avrà la sua sede per le programmazioni e le specificità territoriali… L’Ente resta senza gestione politica per due mesi nel 2009 poi si ha notizia che ci sarà un Commissario probabilmente “liquidatore”. L’Ente non ha motivo di esistere per poter diventare qualcosa di valido come prospettato dall’Assessore in precedenza? L’Ente più antico deve essere, pertanto, annullato per dar posto ad altre realtà più appetibili? Finalmente questo vecchio Ente svilito può lasciare liberi i tanto ambiti 50.000 mq del Quartiere Fieristico. Finalmente via libera a chi sta seduto sulla riva del fiume aspettando che passi il cadavere. E non ci si riferisce solo a fulgidi imprenditori che bene fanno a rivendicare spazi per le loro attività, ma anche a politici, amministratori, dirigenti, amici, amici degli amici che a diversi livelli ne trarrebbero vantaggio. Poi la nomina del Commissario D’Amore che non desidera essere il necroforo della situazione. Dalla Regione la trasformazione del suo mandato da Liquidatore a Straordinario. Subito i primi segnali positivi: dialogo con l’Autorità Portuale, esecuzione dei lavori nel quartiere fieristico dopo anni di stasi, avvio degli accordi con gli altri Enti della Città per la fruizione del Quartiere…Oggi, ancora una volta nella polvere, l’Ente … i dipendenti … le loro famiglie… Messina!
Ancora una volta non si può tacere sul “nulla” che cadrà su Messina, le ceneri della Fiera si disperderanno nell’oblio delle onde dello stretto che tutto ingoia come nei miti più antichi. Si ripeteranno le solite scene, qualche protesta dei dipendenti appoggiati dai sindacati che nessuno prenderà nella giusta considerazione per trovare soluzioni definitive, a qualcuno darà anche fastidio sentire lamentele nei TG delle emittenti private giusto all’ora di pranzo quando un po’ di tranquillità è d’obbligo. …E ancora i dipendenti grideranno che desiderano essere messi nelle condizioni di poter lavorare producendo manifestazioni degne, fatti culturali, momenti di svago ed eventi per gli imprenditori ma anche per i messinesi che hanno il diritto di potersi ritrovare in tanti non solo per piangere i morti! Siamo certi che all’Assessorato Regionale si sta lavorando da mesi per la scelta della persona più giusta da nominare, una competente figura professionale che saprà affrontare al meglio la situazione incancrenita e che ha al suo attivo anni di esperienze di fiere. Solo così possiamo giustificare i ritardi e l’abbandono della Regione, perchè i becchini sono sempre pronti e a disposizione. Siamo certi anche che il Sindaco e il Presidente della Provincia sono impegnatissimi, trincerati dietro i disastri del nostro territorio, sicuramente per loro la Fiera rappresenta uno dei tanti elementi di disturbo sulla strada del loro mandato: perché agire, prendere posizioni, battersi per non farsi scippare? Meglio fare finta di niente: – no fiera no problem! Messina deturpata, defraudata, persa, usata, malmenata a colpi di indifferenza».
A.c.P.
